I negozianti fuggono dal centro storico: «Affitti troppo alti, noi ci trasferiamo»

Fondi sfitti in via Ricasoli, negozi di abbigliamento chiusi in via San Martino, il Vecchio Forno di via San Martino, il fondo di via Galileo che ospitava il negozio di abbigliamento Blanch 2, Samuela Bianchini, titolare del negozio NaturPlus di via Galileo che si trasferirà in via Giulio Cesare e Maria Cristina Pecciarini del negozio Shock di via Ricasoli che si trasferirà in corso Carducci

Tanti i fondi vuoti, da San Martino a via Ricasoli: e c’è chi chiude bottega lì per salvare la propria attività riaprendo altrove

GROSSETO. Nel centro storico non ci sono più “zone franche”. Si dissolve persino il mito di via Galileo, la stradina che corre sul lato destro di palazzo Aldobrandeschi e che è stata a lungo una delle viuzze più luccicanti di vetrine di tutta la città, curata e ben tenuta: anche qui, adesso, ci sono commercianti che stanno per liberare gli scaffali per salvare il salvabile – trasferendosi altrove, causa affitti troppo esosi – mentre qualcuno se n’è già andato.

QUALCHE DATO


C’è chi parla di «desertificazione commerciale» di quello che un tempo fu il salotto buono “allestito” all’ombra della statua di Canapone. È il termine usato da Carla Palmieri e Gabriella Orlando, presidente e direttrice provinciale di Confcommercio mentre tengono a portata di mano i numeri della debacle: nel centro storico, tra il 2012 e il 2020 sono scomparse 63 imprese cioè il 31, 6 per cento; per il commercio al dettaglio, da 123 imprese nel 2012 si è scesi a 84 nel 2020 mentre alberghi, bar e ristoranti sono diminuiti da 68 a 50 unità nel medesimo lasso di tempo. «La pandemia da coronavirus – notano Palmieri e Orlando – ha solo aggravato una situazione già molto compromessa».

INVITO A CHI AMMINISTRA

Ecco perché «servono politiche mirate – sollecitano – all’insediamento di attività nel centro, luogo cruciale a livello turistico, commerciale, di socializzazione e di sicurezza urbana». Confcommercio rammenta poi un tema che in questi mesi è stato centrale anche nella dialettica centrodestra versus centrosinistra: «È indispensabile una politica partecipata sul tema della pianificazione urbanistica – sottolineano presidente e direttrice – che non sia focalizzata solo sulle nuove espansioni, ma anche sulle strategie di rilancio e valorizzazione degli immobili già esistenti: il ripristino di essi darebbe alla città un valore aggiunto, sociale e culturale».

MINITOUR

Non resta che fare quattro passi nel centro storico per chi volesse ulteriori conferme. Partiamo da via San Martino: al numero 6 ha chiuso la pizzeria La Maison della pizza; al civico 16 un tempo c’era l’oreficeria Peruzzi; al numero 13 c’è un fondo chiuso, idem al civico 15; al 24 è sempre buio (ma da molto tempo) quello che fu il negozio Andreini Borse; al 19 resta ormai solo il nome del negozio di abbigliamento Tutsie Outlet mentre al 40 ha chiuso persino il Vecchio Forno; poi ci sono due fondi sfitti, uno accanto all’altro, civico 37 e 39 ospitavano, rispettivamente, Pink & Blue e Stress, anche in questi due casi si vendeva abbigliamento. Al numero 43, c’è un cartello, “Ci siamo trasferiti in via Santorre di Santarosa”: è Il piccolo zoo, bottega per animali. E al 56 un tempo c’era l’agenzia immobiliare Galilei. Trasferiamoci in via Ricasoli: qui ha chiuso Coccole e Cioccolato, poi uno dei punti vendita di Sol Caffè, mentre i due negozi di abbigliamento Corti sono stati accorpati in uno; resta sfitto anche metà fondo che un tempo ospitava una profumeria. Nella graziosa via Galileo, invece, ha chiuso Blanch 2, ancora abiti.

IL FENOMENO

Altre luci si spegneranno nel centro storico: pesa la crisi, sì, ma soprattutto gli affitti definiti «pretenziosi». C’è chi è pronto all’addio al salotto buono e chi ancora non lo confessa ma sta cercando una nuova sede. «Mi trasferisco in via Giulio Cesare 65 – dice Samuela Bianchini, titolare del negozio di cosmetica biologica e integratori naturali NaturPlus di via Galileo – Sono qui da due anni e non ce la facevo più con l’affitto». Anche all’angolo tra via Galileo e via Ricasoli ci si prepara al trasloco: il negozio di abbigliamento Shock chiude e riapre in corso Carducci, accanto alla pizzeria Marchigiana; nonostante la posizione sia di maggior pregio l’affitto sarà più basso. —

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