Dietro a Luna Rossa per amore di Gilberto, Elena, dalla città del golfo ad Auckland

Elena Achilli e Gilberto Nobili, operation manager di Luna Rossa, con la Prada Cup

La donna ha conosciuto il marito durante una tappa a Punta Ala per gli allenamenti: «Porto Follonica nel cuore»

FOLLONICA. Dalla Maremma ad Auckland per amore, toccando nel suo lungo viaggio praticamente tutti i continenti. Elena Achilli, pittrice e illustratrice, fa parte da tempo della grande famiglia del team Luna Rossa Prada Pirelli; è infatti la moglie di Gilberto Nobili, operation manager del team, che ha seguito in tutti questi venti anni e accanto al quale si trova anche in queste settimane dopo il successo in Prada Cup e prima dell’assalto all’America’s Cup. Elena e Gilberto fanno coppia fissa ormai dall’inizio del nuovo millennio: galeotta fu, manco a dirlo, la 30a edizione della Coppa America. «Ci siamo conosciuti venti anni fa a Castiglione della Pescaia, un vero colpo di fulmine - spiega Elena - lui era a Punta Ala per gli allenamenti di Luna Rossa e io, che all’epoca vivevo a Firenze, ero tornata a Follonica per il weekend».

Come si vive in questo periodo in Nuova Zelanda?

«È veramente un’isola molto bella, dalla natura incontaminata, rigogliosa e a tratti selvaggia. I bambini hanno spazi immensi per giocare e la qualità della vita è buona. Inoltre devo riconoscere che le misure adottate dal governo neozelandese sono molto restrittive ma permettono agli abitanti di condurre una vita senza mascherina. È vero, sono avvantaggiati dalla lontananza e dal basso numero di abitanti, ma obbligano tutte le persone in ingresso ad effettuare una quarantena in albergo (pasti serviti in camera, militari come sorveglianti e due tamponi), cosa che fino agli ultimi casi dei giorni scorsi ha tenuto abbastanza sotto controllo i contagi».

Come avete vissuto la vittoria della Prada Cup?

«Con infinita gioia; sono stati giorni difficili con grande tensione e molti attacchi mediatici da parte dei nostri rivali, poi la notizia di alcuni casi positivi al Covid19 ha fatto scattare il lockdown pure qui ad Auckland anche se siamo riusciti per lo meno a concludere la Prada Cup. La vittoria è stata frutto di grossi sacrifici e duro lavoro da parte dell’intero Team di Luna Rossa Prada Pirelli».

Qual è il compito di Gilberto su Luna Rossa?

«Ha iniziato come velista nel ruolo di grinder ma nel corso degli anni ha saputo unire la sua passione per lo sport ai suoi studi di ingegneria, così dallo sviluppo dei software è divenuto poi responsabile del settore di meccatronica e infine operations manager del team Luna Rossa. È un gran lavoratore, esige molto dagli altri ma in primis da se stesso. Il suo bagaglio culturale, la sua passione per lo sport e il suo carattere sono la sua arma vincente, gli hanno permesso in questi anni di adattarsi a team e culture diverse e soprattutto di vincere tre America’s Cup».

Quando viveva a Follonica faceva parte del rione Cassarello: che legami ha?

«Follonica è Follonica, come dice mio marito quando vuole prendersi gioco di me. Io la adoro nonostante abbia viaggiato molto, non perdo occasione di elogiare la mia cittadina e il suo microclima a tutte le persone che incontro. Sono cresciuta con due sarte, mia mamma e mia zia, che ogni anno realizzavano i costumi per il rione Cassarello. È un vero peccato che la pandemia quest’anno abbia cancellato questo evento: era una festa anche per me, ci ho partecipato molte volte perché da piccoli si è più disinvolti e adoravo mascherarmi e ballare per il mio rione». --

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