L'infermiera simbolo della lotta al Covid sul palco dell'Ariston. ll padre: «Ha portato a Sanremo la sua semplicità»

Il suo volto livido per la mascherina fu un simbolo nel primo lockdown.

GROSSETO. Cuore di babbo. Non c’è genitore che non si emozioni vedendo la propria figlia calcare uno dei palcoscenici più ambiti d’Italia. Se poi lei è sotto le luci della ribalta come ambasciatrice di un messaggio importante, al batticuore si somma l’orgoglio: di padre. Parliamo di Andrea Bonari, padre di Alessia Bonari, l’infermiera grossetana poco più che ventenne, che lavora in un ospedale di Milano, e il cui viso livido per i presidi anti-contagio indossati per ore è diventato il simbolo della battaglia in corsia contro la pandemia da Covid, durante la prima fase di confinamento. Martedì sera si è aperto il grande evento del Festival di Sanremo e Alessia era ospite di Amadeus.

Dal camerino


«L’abbiamo sentita un po’ prima che salisse sul palco – racconta al Tirreno il padrea Andrea – Ci ha raccontato che è un festival blindatissimo, che il dietro-le quinte non è come si può immaginare con i cantanti che vanno e vengono, ma che ciascuno deve stare chiuso, da solo, nel proprio camerino fino a poco prima dell’apparizione in pubblico. Lei ha incrociato solo Fedez». Poi, eccola Alessia, sotto le luci dell’Ariston, bella ed elegante, davanti a milioni di telespettatori. È un messaggio di speranza quello che porta: «Insieme ce la faremo – dice – ma non abbassiamo la guardia». Poi torna nel suo camerino e richiama babbo e mamma, Alessandra Perosi. «Voleva sapere le nostre impressioni – racconta il padre – Io le ho risposto che era andata benissimo perché, le ho detto, “Sei stata te stessa, genuina, semplice, serena”».

Il batticuore

«È stata un’emozione vederla su quel palco» confessa. «Eravamo un po’ preoccupati – aggiunge – perché volevamo che tutto filasse liscio». Quando poi hanno riconosciuto in quella giovane donna la loro Alessia, che altro non faceva che «essere quella che è», hanno allentato la tensione. «Non è un’attrice e non è una cantante, era lì per un motivo, giunto inconsapevolmente». Chi se la sarebbe mai aspettata infatti tutta questa notorietà per quella ragazza che la pandemia ha tenuto lontano dalla Maremma – a Milano – dall’8 gennaio 2020 fino a giugno e che oggi ha 130mila follower su Instagram?

Il post e le sorelle

«Tutto è partito dalle sue sorelle» rivela il padre, che sono quattro: Federica, la più grande; Cecilia, la terza; e Didi la più giovane. «Quando la mattina videro il post di Alessia su Facebook con la foto del suo viso tutto tumefatto (e che invitava gli italiani a stare a casa, ndr) cominciarono a condividerlo. È da lì che è partito tutto».

Sul maxischermo dell'Ariston la foto che Alessia Bonari postò su Facebook: il suo viso livido dopo aver portato per molte ore i presidi di protezione

L’abbraccio della città

Sono tante le telefonate che la famiglia Bonari ha ricevuto per Alessia. «Ci hanno contattato amici e conoscenti e ci hanno fatto i complimenti – dice il padre della giovane che ha studiato scienze infermieristiche all’Università di Siena – sia appena si è saputo della sua partecipazione al Festival che dopo la sua apparizione in tv. Ci hanno fatto tanto piacere».

I cugini

E anche i parenti sono molto orgogliosi di Alessia, «che il giorno dopo essere stata in tv era già al lavoro in ospedale». Per esempio, Claudio Banchi, professionista grossetano e dirigente sportivo, è cugino di babbo Andrea: la nonna di Alessia, Anna Maria Banchi Bonari, campionessa di tiro con l’arco negli anni ’70, è sorella di suo padre. «Siamo una famiglia superfantastica» scrive Banchi su Fb postando una bellissima foto di Alessia all’Ariston: «Non ci vediamo mai – dice al Tirreno – ma il legame resta: Andrea e sua sorella, mia sorella ed io siamo cresciuti insieme. È stato emozionante: Alessia è una di noi».