Medici di famiglia, un'impresa arruolarli

Medico di base mentre effettua una prescrizione

Scansano, Roccastrada e Massa ancora scoperti, altrove si rimedia. La mappa degli incarichi in provincia di Grosseto

GROSSETO. Nel 2020 in provincia di Grosseto 34 medici di medicina generale hanno cessato l’attività. Di questi, cinque per trasferimento, sei per pensionamento, uno per decesso e ben 22 per dimissioni volontarie. Trovare sostituti è sempre più difficile. E così ad oggi mancano quattro medici di medicina generale sui 15 che l’Asl contava di arruolare nel 2020.

Mancano inoltre, rispetto al fabbisogno, tre medici dell’emergenza sanitaria territoriale (il 118) e 13 per la continuità assistenziale (ex guardia medica). Insomma 20 medici meno del dovuto.

Questo il quadro in provincia di Grosseto. E non è un quadro luminoso, visto che proprio ai medici di medicina generale, che già svolgono un prezioso e impegnativo lavoro come prima risposta sanitaria ai cittadini, è affidata anche una parte importante delle vaccinazioni contro il Covid. La carenza dei "medici condotti" si è fatta sentire nelle ultime settimane in particolare a Massa Marittima, Scansano e Roccastrada, i paesi rimasti a corto di un medico. Il risultato sono disagi per i pazienti, costretti a rivolgersi ad ambulatori lontani decine di chilometri (articolo in basso) ma anche per i colleghi che si sono inondati di nuovi assistiti.Quali sono le cause di questa penuria di dottori? In generale, spiega l’Asl, «anche a livello nazionale non ci sono abbastanza medici e il problema riguarda diverse specialistiche». Non aiuta poi essere destinati a territori periferici dunque scomodi. Non caso gli ambulatori rimasti scoperti sono lontani dalla città. La pandemia ha creato però una causa in più. «In particolare in questo periodo di emergenza da Covid - spiega l’Asl - i medici hanno un ampio ventaglio di scelte professionali alternative fra diversi tipi di attività: medici scolastici, delle Usca, vaccinatori, addetti al tracciamento». Alternative meglio retribuite.


LA MAPPA

Quando un medico di medicina generale (il medico di famiglia, un tempo “medico condotto”) lascia un posto e non viene rimpiazzato, la prima azione è dirottare i suoi pazienti sui colleghi nel territorio. Al numero di pazienti c’è però un tetto: un medico ogni 1. 200 residenti in ambiti territoriali sopra i 40mila residenti e uno ogni 1.000 per ambiti inferiori a 40mila residenti.

Quando i colleghi che raccolgono i suoi pazienti raggiungono il massimale, la zona viene dichiarata “carente”. Questo consente di derogare in via temporanea al tetto di pazienti per medico, in attesa di trovare un sostituto. Un’altra misura per tamponare la situazione sono gli incarichi temporanei.

Ogni anno l’Asl fa una ricognizione per stabilire il fabbisogno di medici di medicina generale sul territorio.

Il 31 marzo scorso, l’Asl – tramite delibera 403 del direttore generale Antonio D’Urso – prevedeva che in provincia di Grosseto nel corso del 2020 ci sarebbero state 15 zone carenti, cioè sarebbero mancati 15 medici nell’assistenza primaria (14 di medicina generale e un pediatra di libera scelta), 13 nella continuità assistenziale e tre per l’emergenza sanitaria.

Questa la situazione per quanto riguarda i primi.

Sei posti mancavano nell’area grossetana: due con obbligo di ambulatorio per i comuni di Scansano e Campagnatico e quattro con possibilità di scelta tra tutti i comuni della stessa zona.

Il 26 gennaio aScansano ha lasciato l’attività Martina Meocci, che ricopriva l’incarico in via temporanea, e che è andata a Siena per proseguire gli studi di specializzazione. I pazienti sono finiti in carico a Riccardo Rossi, Benito Danieli e Laura Serafini; i primi due hanno preso in carico Murci e Polveraia, la terza Baccinello.

A Campagnatico ha preso servizio Irlanda Pighini. Un posto assegnato, però, “a spese” di Roccastrada, dato che Pighini prima aveva l’ambulatorio proprio lì.

A Roccastrada l’Asl ha tentato di assegnare senza successo un nuovo incarico provvisori. Tuttavia, spiega l’azienda sanitaria, «non essendoci situazione di carenza assistenziale è stata acquisita la disponibilità del dottor Giulio Santi a coprire gli ambulatori di Torniella e Piloni».

Dei rimanenti quattro posti di libera scelta, tre sono stati assegnati ai medici Paola Scarpelli, Giuseppina De Martino, Rita Flora che hanno scelto Grosseto, e uno è rimasto vacante.

Nell’area Colline Metallifere, dopo che Maurizio Fivizzani (operativo su Follonica, Massa Marittima, Scarlino, Gavorrano, Montieri e Monterotondo) ha cessato l’attività il 15 novembre, è stata dichiarata una zona carente, senza obbligo di ambulatorio, che non è stata assegnata.

Manca un medico anche nell’area Amiata grossetana, senza obbligo di ambulatorio, che non è stato assegnato dopo due pubblicazioni per richiesta di copertura.

Altri sei posti mancavano, all’inizio del 2020, nella zona Colline dell’Albegna, tutte con obbligo di ambulatorio, e due sono ancora scoperti: Isola del Giglio, dove al momento c’è Enrico Bertoli con incarico provvisorio, e Magliano in Toscana, in corso di assegnazione. Qui hanno cessato l’attività due medici; li sostituiscono provvisoriamente Domenico Citarella e, fino al 31 agosto 2021, Marialetizia Ceccarelli.

Assegnate invece Capalbio a Jacopo Demurtas (al posto di Carlo Nobile), Manciano a Silvia Ballerini (che prende il posto di Massimiliano Bartolini, andato in pensione il 26 novembre), Orbetello a Giulia Marini, Monte Argentario a Diego Panetti.

Sempre nelle Colline dell’Albegna è stato di recente coperto il posto vacante di pediatra di libera scelta per Pitigliano e Sorano con la dottoressa Olga Papacchini, operativa dal 1° dicembre 2020 al posto di Azzurra Fabbri che ha lasciato il 30 di novembre.

Ha risolto invece Cinigiano che il 1° settembre aveva visto partire la dottoressa Paola Scarpelli alla volta di un altro territorio. I suoi 560 pazienti, compresi quelli delle frazioni di Castiglioncello Bandini e Monticello Amiata, sono stati dirottati sui medici Sara Simoncioli e Andrea Giovannini, quest’ultimo con incarico anche su Roccalbegna. A oggi, dice l’Asl, non si registrano situazioni di carenza assistenziale.

Al momento sono otto, in provincia, i medici di medicina generale che lavorano in regime di deroga, seguendo cioè più pazienti del massimo previsto. Due sono a Scansano: Benito Danieli e Riccardo Rossi; gli altri tutti a Massa Marittima: Linda Pinzuti, Stefania Negrini, Andrea Miccoli, Ivo Fabbri, Franco Innocenti, Renzo Rondelli.

Sei, invece, i medici con incarichi provvisori: i già citati Ceccatelli a Magliano dal 1° settembre 2020, Bertoli al Giglio dal 1° gennaio 2021, e poi Paquale Gnoni a Porto Santo Stefano dal 1° gennaio 2021, Laura Serafini a Campagnatico dal 28 dicembre 2020, Simone Pasquini a Ribolla (Roccastrada) dal 1° febbraio 2021 e Giacomo Marri a Castiglione della Pescaia dal 1° febbraio 2021. —

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