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Passeggiata in riva al mare con multa da 115 euro: «Ecco il mio rammarico»

L’ingresso dell’area di sosta a Pinottolaio

ALBERESE. Una passeggiata di un’ora e mezzo in riva al mare – in pieno inverno – è costata 115 euro: 100 di sanzione e 15 di spese di notifica. Che dire? Prestate grande attenzione ai cartelli di divieto di sosta se avete intenzione di trascorrere del tempo libero al Parco della Maremma, che è uno dei pochi luoghi ancora godibili – per grossetani, maglianesi e orbetellani e nel rispetto dei confini dei tre comuni – anche nella Toscana in regime arancione nella cromìa del rischio contagio da coronavirus.

IL FATTO

È sabato 6 febbraio quando Daniele Marcucci decide di andare a fare una passeggiata sul mare, nonostante il cielo fosse un po’ nuvoloso. È il primo pomeriggio quando con la sua compagna percorre la Strada del Mare che da Spergolaia porta alla spiaggia di Marina di Alberese. Mancano alcune centinaia di metri al mare, quando la coppia decide di fermarsi in località Pinottolaio dove c’è uno spazio per la sosta delle auto. Parcheggiano, scendono e si dirigono a piedi verso la battigia. Non c’è anima viva in giro: il polmone verde della Maremma sembra proprio il luogo ideale per rilassarsi nel rispetto delle norme contro l’assembramento. Dopo circa un’ora e mezzo tornano indietro. E sull’auto trovano un foglietto. È una brutta sorpresa: è un avviso di accertamento delle 16,05 per una violazione amministrativa al regolamento del Parco. Qualche giorno fa è invece arrivata nella cassetta della posta la sanzione vera e propria: la coppia dovrà pagare 115,50 euro di multa.

PERCHÉ QUELLA CIFRA

È una sanzione da diverse decine di euro che Il Tirreno sottopone alla guardia Parco, che l’ha fatta. Le guardie del Parco spiegano che loro non fanno altro che applicare quanto è previsto dalla legge regionale 30/2015, all’articolo 63-comma 3, che fissa tra 50 e 500 euro la sanzione amministrativa pecuniaria a chi viola alcune delle disposizioni contenute negli atti dell’Ente Parco; il calcolo del quantum si basa invece su una norma nazionale ed è a discrezione di chi rileva la violazione che può decidere di sanzionare o con un terzo del limite massimo o – più a favore del trasgressore – con il doppio del minimo, cioè, appunto 100 euro; a ciò si aggiungono le spese di notifica che non sono irrisorie in quanto si tratta di un atto giudiziario per cui sono previste specifiche modalità di invio.

LA TRASGRESSIONE

Vediamo che cosa ha combinato la coppia per meritare 100 euro di sanzione. In località Pinottolaio l’area adibita a parcheggio è in parte al servizio dei mezzi agricoli e in parte può essere utilizzata dai visitatori del Parco che però devono essere in possesso di nulla osta che deve essere esposto sul cruscotto e che l’Ente Parco regionale rilascia all’atto dell’acquisto di un biglietto per gli itinerari di San Rabano, Le Torri, Le Grotte, Cala di Forno, mentre in tutti gli altri casi la sosta è sempre vietata.

L'AMAREZZA

«Io non discuto l’infrazione – dice Daniele Marcucci – Se avessi visto il cartello all’ingresso del parcheggio (di divieto a eccezione che per i mezzi autorizzati, ndr) non sarei entrato – Dico però che siamo stati sanzionati in maniera poliziesca, implacabile e sproporzionata all’infrazione commessa: non abbiamo creato alcun intralcio alla circolazione, abbiamo rispettato il luogo e la sua natura e non c’era un solo escursionista a cui abbiamo tolto il diritto a parcheggiare la propria vettura. Non abbiamo inoltre lasciato l’auto lì per evitare il pagamento di un parcheggio: avremmo potuto sostare sul mare gratuitamente. Rammarica, soprattutto – conclude Daniele Marcucci – l’idea di essere strumento funzionale solo a far cassa: se in città avessi occupato uno stallo per disabili, violazione che mi sembra assai più grave, avrei pagato molto meno». –

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