La tela di Torniella sarà restaurata. «Poi però torni nella sua cappella»

La Desposizione della croce

La Deposizione dalla Croce è stata trasferita in biblioteca. Fratelli d’Italia attacca il Comune: «Un anno d’inerzia» 

ROCCASTRADA. La “Deposizione dalla Croce” è un olio su tela presumibilmente ottocentesco, mai mappato e studiato, che da sempre – stando a quanto raccontano gli anziani di Torniella – ha campeggiato sulla parete dietro all’altare della cappella del cimitero del paese. Secondo un paio di esperte d’arte, che sono riuscite a dargli un’occhiata, si tratta di un’opera non banale, di alto valore storico-artistico, testimone silente di un periodo in cui certi dipinti venivano commissionati ad artisti provenienti dall’ambito senese e fiorentino, affiancati da allievi locali di ottimo livello.

Alcuni mesi fa, su segnalazione di un cittadino, l’assessore alla cultura del Comune di Roccastrada Emiliano Rabazzi ha deciso di spostare il dipinto, di metterlo al sicuro. Una scelta compiuta – spiega – «per ragioni di tutela e sicurezza»: in soldoni il timore che il quadro potesse venire trafugato.

Emiliano Rabazzi

«D’accordo con la diocesi di Grosseto – prosegue l’assessore – lo abbiamo provvisoriamente portato nella biblioteca di Roccastrada. Qui è stato sottoposto a una ricognizione e presto sarà avviato un percorso per effettuare una ripulitura e il restauro. Poi, come giustamente chiedono i torniellini, tornerà alla comunità, nella chiesa del paese, dotata di un allarme. Saremo ben felici di riconsegnarlo nelle mani del nuovo sacerdote, don Giovanni Ricciardi, che nel frattempo lo ha visto e si è reso disponibile a collaborare. Un piano concordato anche con don Franco Cencioni, il direttore dell’ufficio beni culturali ecclesiastici della diocesi di Grosseto». Intanto, al posto del dipinto, nella cappella del camposanto, è stata posizionata e benedetta una copia stampata su tela, che però ha ulteriormente esacerbato gli animi.

A Torniella, infatti, c’è chi teme che la preziosa “Deposizione dalla croce” resti nel capoluogo e non riprenda la strada dell’Incrociatella. E se la Pro loco del paese si è mossa per le vie istituzionali, c’è chi ha preferito coinvolgere la politica e sparare a pallettoni. Nei mesi scorsi Fratelli d’Italia, per esempio, si è fatta portavoce dell’istanza, denunciando «un anno d’inerzia dell’amministrazione comunale di Roccastrada, che non ha mantenuto quanto promesso». Non solo. La destra vigilerà affinché il quadro originale, restaurato, sia presto ricollocato nella frazione. «Risalire all’autore e dare una datazione certa – spiega al telefono Patrizia Scapin, storica dell’arte, incaricata di redarre una prima scheda del dipinto – non sarà facile. Ci vorrà tempo e ogni contributo in questa fase è molto importante». Rabazzi è convinto che negli archivi parrocchiali o in quelli comunali possa esservi traccia di come, quando e perché fu realizzato il dipinto, magari scoprendo il nome del pittore (o dei pittori) e della committenza. Insomma, origine e storia. «Nella tela denominata “Deposizione dalla croce”– scrive Scapin – si riconoscono evidenti capacità pittoriche, sia nella resa del colore, sia nell’esecuzione delle figure, sia nell’impostazione della scena. Forse è il lavoro di uno degli esponenti della feconda scuola senese della seconda metà dell’Ottocento, che ha saputo esprimere profonda spiritualità e manifestare una altrettanto profonda conoscenza delle Scritture. Il pittore ha fermato sulla tela un momento ben preciso della deposizione, quando il corpo di Cristo viene lentamente calato a terra e avvolto in un sudario». —

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