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Affitti estivi, già a decine le prenotazioni in Maremma. La Pasqua invece è data ormai per persa

A gennaio in molti si sono fatti avanti per settembre ma appena la Toscana è tornata arancione la domanda si è stoppata

Grosseto. Nonostante la curva dei contagi da Covid-19 continui a salire pressoché ovunque in Italia e sia ancora fuori controllo l’andamento delle varianti del virus, c’è voglia di vacanza, soprattutto in riva al mare: e la Maremma con le sue stazioni balneari è all’apice delle mete desiderabili e desiderate soprattutto dai toscani. Lo dimostra il borsino locale delle prenotazioni estive per le case e gli appartamenti da destinare agli affitti brevi (cioè al di sotto di 30 giorni) tenuto dagli agenti immobiliari della provincia di Grosseto, che già si muove verso l’alto. Gennaio è partito bene, anzi, meglio dello scorso anno quando nelle prime settimane del 2020 il timore del contagio sembrava un rischio assai remoto: decine di famiglie – per lo più toscane – si sono già fatte avanti per opzionare cucina, tinello e camere per l’estate 2021. Il risveglio – che non era affatto scontato – fa ben sperare per i mesi scaldati dal sole: in compenso la Pasqua è già data per persa da chi lavora nel mercato degli affitti dedicati ai vacanzieri.

E io opziono


«L’esordio dell’anno è stato piuttosto buono – nota Moreno Giovannelli, delegato provinciale al settore turistico per Fiaip, la federazione italiana degli agenti immobiliari professionali – A farsi avanti sono stati per lo più turisti toscani, habitué della Maremma, che hanno soggiornato in un immobile che avevano gradito e vogliono la certezza di averlo disponibile per la prossima estate». «In media – aggiunge Giovannelli – ogni agenzia ha avuto una cinquantina di contatti per altrettanti appartamenti nel mese di gennaio: per Follonica, Castiglione della Pescaia, Marina di Grosseto, l’Argentario, per tutta la costa maremmana in ugual misura».

I colori del contagio

Per tutto gennaio la Toscana – e dunque anche la provincia di Grosseto – è stata gialla nella cromìa che misura il rischio di contagio da coronavirus. Da domenica 14 febbraio è passata al regime arancio: e i telefoni delle agenzie immobiliari hanno cominciato a essere muti e le caselle email vuote. «Non appena si è scivolati nella zona arancione – nota Giovannelli – le prenotazioni si sono fermate». Significa che l’andamento dell’emergenza sanitaria ha un riverbero immediato – quasi da causa-effetto – sulla percezione del futuro-che verrà. C’è chi ha voglia di fare le valigie, ma si dà tempo, «tant’è che una buona quota delle prenotazioni giunte a gennaio – descrive Giovannelli – sono per settembre».

Primavera nera

Se per l’estate c’è ottimismo, l’umore degli agenti immobiliari cambia se si guarda alle festività primaverili che sono prossime. «Per la Pasqua le prenotazioni sono a zero – non si nasconde dietro a un dito Giovannelli – Probabilmente è troppo vicina (domenica 4 aprile, ndr), la gente non si fida»: è così che gli agenti immobiliari “danno” il periodo pasquale «pressoché per perso».

Nuove regole

Dal 1° gennaio, intanto, qualcosa è cambiato per chi mette a reddito appartamenti in cui non vive. La legge di Bilancio per il 2021 (legge 178/2020) ha stabilito che chi destina alla locazione più di quattro appartamenti in un anno sta esercitando di fatto un’attività d’impresa: e deve dunque sobbarcarsi l’onere di aprire una partita Iva; il regime fiscale delle locazioni brevi – che è disciplinato dal Dl 50/2017, articolo 4, commi 2 e 3 – si applica solo nel caso in cui non si destini per ciascun periodo d’imposta più di quattro appartamenti alla locazione. Non è piaciuta a Fiaip la novità che costringe a mettere in conto spese di gestione contabile, amministrativa e di natura fiscale. «Il turismo delle aree metropolitane è in grande sofferenza – valuta Giovannelli – con effetti devastanti su hotel, bar e ristoranti. Le Regioni, che in passato avevano spinto per mettere obblighi burocratici al settore degli affitti brevi (pensando forse di avvantaggiare l’alberghiero), adesso, probabilmente, si renderanno conto che questo comparto garantiva un mercato importante e che era opportuno agevolarlo anziché penalizzarlo: il turista che prende una casa in affitto spende il 60-70 per cento del suo budget in pranzi, e cene, escursioni, visite, acquista servizi sul territorio producendo un beneficio a cascata». Ma ormai il nuovo obbligo è scattato: è legge. Troppo tardi. —

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