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Polo agroalimentare, è rebus sui tempi. Ora si saprà chi si è candidato a gestirlo

Rispescia, ex Enaoli: ecco dove sorgerà la sede del Polo agroalimentare (Foto Agenzia Bf)

Grosseto. Per il capo della provincia Ubaldino è pronto in due anni; più cauto l’ingegner Monaci: erano previsti 3 anni e 8 mesi di lavori.

GROSSETO. Si saprà tra cinque giorni chi sono gli imprenditori eroici che – in piena pandemia da coronavirus – si sono candidati a gestire il futuribile Polo agroalimentare di Rispescia. Parliamo del progetto che entrò nel libro dei sogni della Maremma una decina d’anni fa. E la cui realizzazione fu affidata nel 2014 alla provincia di Grosseto dalla Regione Toscana che – in quell’anno – stanziò un milione e 719mila euro, a cui si aggiunse un’assegnazione del ministero dello sviluppo economico che portò a oltre due milioni e mezzo di euro la dotazione per realizzare quel polo, pensato al servizio dello sviluppo dell’industria del settore primario maremmano ma che – nelle intenzioni di Firenze – è di valenza regionale. Tutti ora si chiedono quanto si dovrà attendere perché sia realtà: almeno due anni, è certo, ma i tecnici della Provincia sono indotti ad allungare un po’ i tempi di attesa.

C’è la data


È del 18 febbraio la determinazione n. 179 con cui la Provincia fissa al 25 febbraio la data dell’apertura dell’unica busta giunta come risposta al bando pubblicato nel marzo 2020 con cui apriva una selezione – chiusa, dopo proroga, il 15 settembre 2020 – per individuare il soggetto gestore del Polo per l’industria e la trasformazione agroalimentare toscana, come previsto dal protocollo d’intesa firmato con la Regione nell’estate 2018.

Si alza il velo

La busta verrà aperta giovedì nella sede dell’appena battezzato Polo della Conoscenza, in Chiasso delle Monache, da una commissione giudicatrice presieduta dal segretario generale della Provincia Emilio Ubaldino. Come previsto da bando e procedura, la busta ne conterrà due: in seduta pubblica (15 le persone ammesse ma si potrà seguire anche in streaming nel rispetto delle norme anti-Covid) sarà aperta la busta che contiene il nome degli imprenditori che si sono fatti avanti e una serie di documenti. È a questo punto che si conoscerà l’identikit «di quella cordata di imprenditori» – così la definisce il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna rammentando le manifestazioni di interesse giunte prima del bando – che ha alzato la mano per gestire il costruendo Polo. Se la documentazione risulterà completa, la commissione si riunirà in seduta riservata per valutare il più liberamente possibile il contenuto della seconda busta, cioè il dettaglio del progetto di gestione. «Ho la certezza – valuta il segretario generale della Provincia Ubaldino – che l’obiettivo sia già stato raggiunto. Questa busta è un grande risultato. Non era affatto scontato che in una fase pandemica come quella che da mesi viviamo ci fossero imprenditori disposti a farsi avanti». È della stessa opinione il presidente della Provincia Vivarelli Colonna: «Grazie all’impegno di questa Amministrazione, e grazie alla collaborazione con l’assessore regionale Marco Remaschi, con pervicacia e insistenza – dice – siamo riusciti a far sì che questo importante esempio di sviluppo rimanesse a Grosseto. Siamo orgogliosi».

i passi successivi

Ammettiamo che tutto proceda liscio e che i candidati abbiano i requisiti per diventare gestori. Il Polo ancora non esiste: sono necessari altri passi. Innanzitutto dovrà essere costituita una commissione tecnica composta dagli imprenditori-gestori e da personale competente della Provincia; essa dovrà valutare la tecnologia da impiegare al servizio del progetto di gestione e i macchianti da acquistare; partner tecnico sarà il Polo Tecnologico di Santa Rita di Cinigiano. Quindi verrà aperto un banco per l’acquisto dei macchinari e, parallelamente, ne verrà aperto uno per l’edificazione del contenitore, le mura. La sede del Polo agroalimentare dovrà essere costruita ex novo all’ex Enaoli (Ente Nazionale Assistenza Orfani Lavoratori Italiani) di Rispescia, in prossimità della vecchia scuola; i terreni sui quali sorgerà «sono già stati acquisisti dalla Provincia», «e sono già stati bonificati», informa Ubaldino, secondo cui il Polo sarà pronto in «un paio d’anni».

Pronto quando?

Proprio dei tempi di realizzazione del Polo si è parlato nella seduta del consiglio provinciale del 19 febbraio: il tema era all’ordine del giorno perché i consiglieri provinciali Pd avevano presentato un’interrogazione al presidente della Provincia Vivarelli Colonna chiedendo a che punto si fosse, dato che il progetto del Polo pareva essere uscito dai radar da mesi. Durante il dibattito nel consiglio provinciale di ieri, Ubaldino ha indicato in due anni i tempi di realizzazione. L’ingegnere della provincia Gianluca Monaci ha ricordato però che il progetto per la sede del Polo approvato nel 2016 prevedeva 200 settimane di cantiere; va da sé che, nonostante si possa fare di tutto per accelerare, forse due anni sono una previsione un po’ ottimistica. E qui si apre un fronte. «È senz’altro positivo venire a sapere che si è in procinto di individuare il soggetto gestore – commentano i consiglieri provinciali Pd Francesco Limatola, Marcello Giuntini, Luca Aldi, Lorenzo Mascagni – Ma è con vivo rammarico che apprendiamo che ci vorranno ancora alcuni anni perché il Polo possa vedere la luce. Infatti, dopo che nell’aprile 2016 era stato approvato dalla Provincia il progetto esecutivo per i lavori della struttura, e dopo che nel luglio 2018 si era siglato tra Regione e Provincia un protocollo che avrebbe dovuto portare alla realizzazione del Polo entro il 15 ottobre 2019, si è venuti a sapere che i lavori non sono ancora partiti, che si dovrà rivedere il progetto e che si spera di realizzare l’opera in meno dei tre anni e otto mesi (200 settimane, ndr) previsti dal progetto del 2016. Se andrà bene il Polo vedrà la luce non prima del 2023». Insomma, non resta che attendere quanto Grosseto “correrà” per il suo Polo. —

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