«Medici di famiglia dimissionari creano problemi agli assistiti»

grosseto. Medici di medicina generale e pediatri sono oggetto di interventi da parte di Cgil (dipartimento sociosanitario) e di Donatella Spadi, consigliera regionale del Pd.

Per il segretario generale della Camera del lavoro, Andrea Ferretti, il segretario generale dello Spi, Lorenzo Centenari, il segretario della Funzione pubblica, Salvatore Gallotta, e il segretario confederale, Olinto Bartalucci, le dimissioni di alcuni medici (per adesso Roccastrada e Scansano) creano problemi agli assistiti. Inoltre, la Cgil critica la Asl Toscana sud est all’atteggiamento della Asl Sud-est «che non solo non procede al reintegro dei medici mancanti, ma non ha nemmeno fornito le necessarie e tempestive informazioni nei confronti dei cittadini, che per questo motivo hanno scoperto di non avere più il medico nel momento in cui ne avevano bisogno. Trovandosi in situazioni di notevole disagio. Tali atteggiamenti ci lasciano sinceramente basiti. Non possiamo accettare che l’azienda sanitaria non riesca (o non voglia) tenere rapporti di normale dialettica e di informazione sia con i cittadini/utenti che con le organizzazioni sindacali». Un complesso di situazioni che non si rivela corretto nei confronti dei cittadini. Da queste considerazioni l’invito al direttore generale a riportare «serenità e tranquillità nelle comunità scosse e deluse»; e l’impegno a far pressing sulla Regione, «con l’obiettivo di creare condizioni di equità economica e professionale per il personale sanitario».


Anche Donatella Spadi fa riferimento alla «criticità di reperire medici di medicina generale in molte zone della regione» e ai disagi conseguenti, in un momento in cui l’emergenza Covid-19 ha reso preziosa l’opera dei medici. Così la consigliera Pd si è fatta promotrice di una mozione sottoscritta da venti consiglieri. «La carenza di personale è riconducibile al numero consistente di pensionamenti in corso e alla complessità e alla lunghezza delle modalità di accesso alla professione. Per questo con la nostra mozione chiediamo di agire concretamente in più direzioni. Da un lato è necessario che la Regione Toscana si attivi con il Governo e in sede di Conferenza delle Regioni affinché venga facilitato l'accesso all'esercizio della professione attraverso percorsi di formazione più rapidi e adeguati alle esigenze territoriali. Dall’altro è necessario promuovere l’introduzione di meccanismi specifici che garantiscano un adeguato numero di medici di medicina generale nelle aree a più alta criticità». Per le aree disagiate vene formulata l’ipotesi di introdurre meccanismi di incentivazione. —