Tutela del territorio: 19 piccoli comuni del Grossetano in lizza per i fondi

Finalmente pronto l’elenco dei municipi sotto i 5mila abitanti che si spartiranno 160 milioni di euro per la riqualificazione  

GROSSETO.Un passaggio atteso da tre anni è stato finalmente compiuto. La Conferenza unificata Stato Regioni ed enti locali ha finalmente stilato l’elenco dei piccoli comuni che rientrano nelle tipologie definite dalla legge Realacci, approvata all’unanimità dalle Camere nel 2017, che prevede fondi da destinare agli enti fino a 5mila abitanti per la tutela e la valorizzazione del proprio territorio.

Sono 5.528 i comuni italiani inseriti in questo elenco, 122 dei quali in Toscana, dove si contano ben 19 comuni maremmani. Nessuna provincia ne ha così tanti nella nostra regione.


Centri storici, rischio idrogeologico, energie rinnovabili, case cantoniere, ferrovie dismesse: sono questi alcuni degli aspetti su cui vuole intervenire la legge, mettendo a disposizione un portafoglio nazionale di 160 milioni di euro.

Fondi che le piccole realtà attendevano da tempo, visto che la legge è entrata in vigore già dal 2017, ma tuttora inefficace vista l’assenza degli enti a cui destinare questi soldi secondo ciascuna caratteristica.

Spulciando l’elenco, contiamo 19 comuni della provincia di Grosseto, prima in Toscana in questa speciale classifica vista anche la sua natura territoriale, vasta e costellata da molti piccoli borghi. Seconda è la provincia di Siena con 18 comuni.

L’elenco spazia su tutti i versanti maremmani: lungo la costa, con Capalbio, Isola del Giglio, Magliano in Toscana, Scarlino; nell’entroterra, con Civitella Paganico, Monterotondo Marittimo, Montieri, Scansano, Pitigliano e Sorano; ma soprattutto sull’Amiata, con Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Castell’Azzara, Cinigiano, Roccalbegna, Santa Fiora, Seggiano e Semproniano.

Ma cosa prevede questa legge? Prima di tutto la semplificazioni per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento da riconvertire in alberghi diffusi, accompagnata dall’avvio di opere di manutenzione del territorio che hanno come priorità la tutela dell’ambiente, la messa in sicurezza di strade e scuole, l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico e interventi in favore dei cittadini residenti e delle attività produttive insediate nei centri minori.

Inoltre, i piccoli comuni potranno anche acquisire case cantoniere e tratti di ferrovie dismesse da rendere disponibili per attività di protezione civile, volontariato, promozione dei prodotti tipici locali e turismo.

Infine, la legge istituisce misure per favorire la diffusione della banda larga, una dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, itinerari di mobilità e turismo dolce, la promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta.

Ci sarà comunque da attendere ancora perché questi progetti possano essere finanziati e dunque concretizzarsi. Per la concreta utilizzazione delle risorse – e per definire gli importi che spettano a ciascun comune – dovrà essere emanato un ulteriore Dpcm, che definirà il piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni e individuerà le priorità degli interventi, da realizzare attraverso un fondo ad hoc.

Per questo, ora che è stato compiuto un passo importante, i sindaci chiedono di proseguire nel percorso con ritmi serrati. «L’emergenza sanitaria in corso ci dimostra che non c’è tempo da perdere – spiega il coordinatore dei piccoli comuni Toscana Sandro Cerri, sindaco di Montecatini Val di Cecina – occorre accelerare gli interventi e potenziare la dotazione nazionale del Fondo che oggi ammonta a 160 milioni di euro in sei anni». —

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