A Seggiano e Roccalbegna in arrivo 160mila euro per sistemare le strade

SEGGIANO. Buone notizie per Seggiano e Roccalbegna.

I due comuni dell’Amiata riceveranno ciascuno 81.300,81 euro dal ministero dell’Interno per sistemare, a loro scelta, strade, scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l’abbattimento delle barriere architettoniche nonché per gli interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile per l’anno 2021.


Il contributo governativo se lo sono aggiudicato grazie al fatto che hanno meno di 1.000 abitanti e rientrano, dunque, tra i microcomuni italiani che il governo ha deciso di aiutare. In tutto sono 1.968 i municipi mignon, dal Trentino alla Sicilia, destinatari di questi fondi per il 2021, per un importo complessivo di 160 milioni di euro.

Ognuno dei 1968 comuni riceverà la stessa cifra, 81.300,81 euro, ed è tenuto a iniziare i lavori entro il 15 maggio 2021.

Contentissimi, va da sé, i due sindaci, che hanno già deciso in quale campo faranno i lavori: le strade.

«Ipotizziamo di usare questi fondi per sistemare una strada comunale – spiega il sindaco di Seggiano Daniele Rossi – anche se ancora non abbiamo deciso di preciso quale. Ce n’è una messa particolarmente male, e almeno altre due che hanno bisogno di essere sistemate». Le valutazioni sono in corso, ma intanto il sindaco non trattiene la propria soddisfazione. «È un’attenzione ai comuni piccolissimi nell’ottica di una rivalutazione delle amministrazioni periferiche – dice Rossi – che ho sempre valutato in modo positivo negli ultimi governi».

E al rifacimento di una strada andranno anche gli 81mila euro e spiccioli che arriveranno a Roccalbegna. «Abbiamo alcune strade comunali da sistemare, come ci hanno richiesto alcuni cittadini, in particolare nelle frazioni», dice il sindaco Massimo Galli, raggiunto al telefono dal Tirreno mentre si trova, appunto, nell’ufficio tecnico del Comune. «E, devo dire, mi piace l’idea che abbiamo dato una scadenza molto ravvicinata per avviare i lavori, ovvero il 15 maggio – dice Galli – perché altrimenti, con tutti i passaggi burocratici, poi si va troppo per le lunghe. In questo modo i Comuni si danno una svegliata». —

F.F.

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