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La Rotonda di Marina tornerà un locale cult: apertura il 15 maggio

Grosseto, dopo anni di abbandono l’edificio ha nuovi proprietari pronti a farlo rinascere. Visita in esclusiva al cantiere - Le foto

MARINA DI GROSSETO. Dal 15 maggio Marina di Grosseto avrà di nuovo la sua Rotonda, fino a tutti gli anni Sessanta luogo cult delle serate estive sulla costa maremmana.

È questa la data scelta dai nuovi proprietari, Clio Pieri e Francesco Ferraris, per riaprire al pubblico dopo i lavori si ristrutturazione e dare inizio alla seconda vita del celebre locale.


La chiusura, le trasformazioni e i passaggi di mano, poi anni di incuria e abbandono hanno, infatti, trasformato quello che restava della Rotonda in un desolante ricettacolo di topi e sporcizia, “pietosamente” nascosto ora da teli e ombreggianti, ora da tavoloni e tubi Innocenti pur di non mostrarne la vergogna.

Un pugno nell’occhio sul lungomare di Marina, già duramente provato dal mastodontico edificio su quattro piani del residence Mediterraneo che gli sorge accanto, costruito al posto del più sobrio omonimo hotel, e dalla passeggiata sul mare, dalla quale il mare non si vede, tra colonne che sorreggono il nulla e modernità di scarso gusto.

Ce l’hanno messa tutta gli architetti, gli urbanisti e gli amministratori per inventarsi soluzioni edilizie che hanno imbruttito Marina, trascurando viceversa il garbo dei villini liberty cui hanno preferito anonime costruzioni nuove di pacca.

Per molti anni, dunque, l’eleganza razionalista della Rotonda, costruita nel 1933 su disegno di Umberto Tombari, è rimasta lì a memoria del gusto estetico, ma anche della dolce vita estiva dei grossetani e dei turisti. Poi il nulla, fino a due anni fa, quando è stata acquistata da Moreno Giovannelli, proprietario insieme alla moglie anche dello stabilimento balneare.

Ci voleva questo investimento e l’avvio della ristrutturazione, ma soprattutto la tenacia e la voglia di fare di Clio e Francesco, pronti a rilevare l’edificio e a trasformarlo in qualcosa che Marina non ha più visto da quando la vecchia Rotonda è stata chiusa e al suo interno ci sono stati ricavati negozi e la sede marinese dei grandi magazzini al risparmio.

Clio e Francesco lavorano da sempre nell’ospitalità e nella ristorazione, loro è il locale La Bussola, e in questo progetto hanno messo tutta la passione e la fantasia, rigorosamente basata sull’aspetto e sulla funzione originaria del locale: ristorante, luogo di ritrovo e, allora, anche sala da ballo.

I lavori di ristrutturazione dell’esterno, su progetto dell’ingegnere grossetano Enrico Romualdi, che ha ridisegnato la facciata come l’aveva voluta Tombari, sono iniziati a dicembre a cura della società grossetana Fidia.

Già al momento che è stato aperto il cantiere si è scatenata la curiosità dei marinesi, avvezzi a convivere con lo stabile abbandonato e maltenuto, sorpresi dal vedere la nuova copertura di protezione e soprattutto dagli operai al lavoro. Poche settimane dopo è iniziata anche la ristrutturazione dell’interno, per il quale Clio e Francesco hanno scartato subito le soluzioni più facili.

Niente galleria commerciale, dunque, come qualcuno aveva ipotizzato all’inizio, niente residenza turistico alberghiera, niente centro polivalente, ma un bar, una gelateria e un ristorante.

Del resto basta entrare e guardarsi intorno per capire che la Rotonda doveva tornare a essere quello che era.

«Le colonne nel semicerhio della veranda, sotto alla terrazza, non possono che delimitare lo spazio del bar – dice Francesco – che sarà in posizione centrale, con i suoi tavoli rotondi appoggiati alle pareti, arricchiti dalle poltroncine originarie che abbiamo trovato in cantina e che stiamo facendo rimettere a posto».

Colpo di fortuna trasformato in un tocco di classe, grazie al sapiente restauro della tappezzeria Regat di Grosseto.

«Abbiamo scelto di lavorare con ditte locali – dice Clio – come abbiamo scelto Fidia e l’ingegner Romualdi e ci siamo rivolti a Banca Tema, che proprio a Marina è nata come credito cooperativo, per il sostegno finanziario. Vogliamo che la nuova Rotonda sia tutta marinese e grossetana».

Dei circa 400 metri quadrati del piano terra, che in origine ospitavano il salone di ingresso, due sale ristorante, la veranda bar circolare, il barbiere e la rivendita di giornali, ora sono utilizzabili per la sala da pranzo circa la metà. Il resto, esclusi bagni e locali tecnici, sarà per la cucina a vista, sulla destra dell’ingresso che si affaccia su via XXIV maggio.

Al piano di sopra sui 300 metri quadrati della celebre terrazza, regno del cheek-to-cheek sotto le stelle, sulle note delle voci più in voga accompagnate dall’orchestra del mitico Zomba, al secolo Fosco Marchetti, lui stesso cantante e presentatore, ci sarà lo spazio per l’aperitivo a ridosso della balaustra sul mare, che dopo cena si trasforma in gelateria. «Ma come quelle di una volta – ci tiene a precisare Clio – con i gelati serviti al tavolo in grandi coppe. Più indietro ancora, i tavoli del ristorante e la riproduzione della pedana dove per decenni si sono cimentati artisti di tutti i generi musicali che si sono succeduti nel corso degli anni. Sarà musica da ascolto, per accompagnare la cena e il dopocena. Sui dettagli dell’arredamento e delle finiture non vogliamo rivelare troppo, ci piace l’idea di lasciare spazio alla sorpresa».

Ma un’anticipazione è d’obbligo. Una parete sarà tutta dedicata alla storia della Rotonda, con foto d’epoca, alcune delle quali tratte dall’archivio Innocenti e dall’archivio Gori, con il quale Clio e Francesco hanno preso contatti.

Si è fatto avanti anche Alessandro Nardini, figlio di Maurizio, pittore, illustratore, artigiano, scomparso pochi mesi fa che alla Rotonda aveva dedicato molti dei suoi quadri. «Staremo aperti tutto l’anno – dicono Clio e Francesco – da marzo a dicembre, fino a tarda notte o fino a quando ci sarà consentito, perché chi viene qui deve stare bene e divertirsi».

“Hic anima felix vivas”, come era scritto all’ingresso e come verrà fedelmente riportato sul nuovo frontone. —

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