Internet ko da un mese alla farmacia Si fa ricorso al giudice

La titolare non riesce più a garantire il servizio essenziale Depositato un ricorso d’urgenza al tribunale di Grosseto 

Lina Senserini

Cinigiano. La linea internet della Tim è guasta da un mese e la farmacista si rivolge al giudice. Lucia Ugurgieri, titolare della farmacia Zingoni a Cinigiano, non riesce più a lavorare e a garantire un servizio efficace ai cittadini, peraltro in un paese sulle pendici dell’Amiata, distante dal capoluogo e con un’alta percentuale di residenti anziani, in cui la farmacia è a tutti gli effetti un presidio sanitario del territorio. E non può nemmeno assolvere agli adempimenti fiscali, come inviare quotidianamente la chiusura di cassa all’Agenzia delle entrate. Il lavoro del farmacista ormai viaggia in rete, internet è diventato essenziale, tra ricette dematerializzate, ordini on line, gestione banche dati, registrazione dei farmaci, ancora più indispensabile con la pandemia che ha reso necessario trasferire in rete una serie di funzioni che prima potevano essere fatte “di persona”.


«Il 2020 è stato un anno tragico, la linea Adsl della Tim ha funzionato poco e male, in particolare a dicembre», spiega Ugurgieri. «Il 2021 è iniziato ancora peggio. Ho perso il conto delle segnalazioni che ho fatto e delle ore che ho passato al telefono. Poi quello che è successo nelle ultime settimane ha dell’incredibile. Fino al 12 gennaio, infatti, internet un po’funzionava, anche se a singhiozzo e con continue interruzioni seguite dalle mie richieste di riparazione. Quel giorno l’azienda ha fatto un intervento di adeguamento sulla linea generale per il quale era necessario staccare la linea voce e dati per una decina di minuti. Di questo sono stata avvertita da un tecnico, che poco dopo mi ha richiamato per informarmi che l’intervento era finito e le linee erano ripristinate. Peccato che l’Adsl non abbia mai ripreso a funzionare. Da allora, per lavorare uso l’hot spot del telefono, ma è lento, va solo su un terminale, ci vuole molto più tempo per fare le operazioni e tutto va a scapito della qualità del servizio ai cittadini».

E non è nemmeno la prima volta che succede, come conferma la sindaca, Romina Sani. «I guasti si ripetono di continuo, soprattutto quando c’è maltempo, tanto che nel 2019 abbiamo anche approvato una mozione in consiglio comunale per portare l’attenzione su questo problema. Questa è una zona con tante case di campagna, con persone che vivono sole, per le quali il telefono è l’ultimo baluardo contro l’isolamento, in particolare ora con la pandemia. Abbiamo avuto difficoltà con l’altra farmacia, quella di Monticello, sia per il traffico voce che per internet. Per questo, mi raccordo regolarmente con l’ufficio della Regione che si occupa di telecomunicazioni e che è in contatto con Telecom. Finora, quando ho segnalato situazioni che, come questa, andavano avanti da tempo o creavano particolari disagi, il problema è stato risolto. Ma non questa volta. Il sistema deve tornare a funzionare – conclude Sani – perché si sta configurando l’interruzione di pubblico servizio». È quello cui si appella anche l’avvocato Riccardo Cavezzini, cui si è rivolta Lucia Ugurgieri. «L’assenza di linea dati sta ledendo il diritto costituzionale alla salute di un’intera comunità – scrive il legale – oltre a creare un gravissimo danno alla farmacia Zingoni e più in generale alla comunità amiatina, per lo più composta da persone anziane e pertanto impossibilitate a raggiungere altre farmacie a diversi chilometri di distanza. Nonostante i reiterati solleciti e la vane promesse, alcun tecnico di Telecom Italia spa è intervento per la risoluzione del guasto». L’avvocato Cavezzini quindi, dopo aver formalizzato ulteriori reclami ha depositato il ricorso d’urgenza presso il tribunale di Grosseto, chiedendo al giudice «di ordinare l’immediato ripristino della linea, per consentire a Ugurgieri di svolgere la propria attività». –

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