Due Mari, arriva il commissario. La Tirrenica invece resta al palo

Il tratto della E78 tra Civitella Marittima e Lampugnano, un lotto ancora da raddoppiare

Massimo Simonini, amministratore delegato di Anas spa, nominato dal governo suo compito è accelerare l’assegnazione dei lavori per i tre lotti mancanti 

GROSSETO. La notizia più attesa per il completamento della Due Mari è arrivata ieri.

Il governo ha nominato i 30 commissari straordinari per 58 grandi opere, la prima parte dei 130 interventi infrastrutturali necessari, urgenti e strategici inseriti dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti nel Decreto semplificazioni, approvato a luglio.


Per la E78, come viene chiamata l’arteria di collegamento tra Grosseto e Fano secondo la classificazione europea, è stato nominato Massimo Simonini, amministratore delegato di Anas spa, cui è stata affidata anche la statale 106 Ionica, il più costoso degli interventi stradali con i suoi investimenti di oltre 3 miliardi di euro, insieme appunto alla E78 (circa 2 miliardi di euro).

Compito dei commissari è gestire in deroga il codice degli appalti per le grandi opere, che vanno dai maxicantieri stradali e ferroviari, alle infrastrutture idriche, all’edilizia statale.

A luglio, la notizia che i lavori della Due Mari erano stati commissariati aveva scatenato le reazioni contrarie della Fillea Cgil Toscana, mentre era stata accolta con favore dal Pd e da Italia Viva, con toni tiepidi dal centrodestra.

La nomina di Simonini ha chiuso la partita e dovrebbe accelerare lavori e iter di assegnazione per i tre lotti ancora a due corsie nel tratto grossetano e senese, due dei quali in provincia di Grosseto.

Per il quarto, poco meno di due chilometri tra Civitella Marittima e Lampugnano, i lavori sono partiti a settembre, alla presenza della ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli e dei vertici Anas, dopo un ritardo di quasi due anni dovuto a un ricorso al Tar sull’affidamento della gara.

A dicembre 2018, infatti, l’Anas aveva assegnato i lavori all’impresa genovese Carena spa, poi risultata sottoposta a procedura di “concordato con continuità aziendale”, ragione per cui la seconda classificata, il raggruppamento temporaneo di imprese Itinere spa si era rivolto al Tribunale amministrativo. Ricorso bocciato in prima istanza, ma accolto dal Consiglio di stato e finito sul tavolo della Corte costituzionale per una questione di legittimità sulla legge Fallimentare. C’è voluto il definitivo fallimento della Carena, il 3 ottobre 2019, e la conseguente assegnazione dei lavori alla Itinere, per mettere un punto all’iter della procedura. Fine lavori prevista per il 2023.

Il secondo tratto ancora a due corsie è quello della galleria di Casal di Pari, per il quale la stessa ministra ha dato rassicurazioni sull’avvio delle procedure di gara entro il 2021. Qui i lavori si sono fermato nell’estate del 2015, quando vennero giù alcuni pezzi di intonaco dalla volta del vecchio tunnel che costrinsero l’Anas a deviare il traffico sulle colline. Il cantiere doveva andare a gara nel 2020 ma ci sono stati ritardi.

Infine, il nono lotto, tra il viadotto delle Potatine e Orgia in provincia di Siena, attende ancora di andare a gara. «La nomina del commissario di governo per il completamento della Due Mari è un’ottima notizia per la Toscana del sud – ha dichiarato il deputato Pd Luca Sani – poiché si creano le premesse per accelerare il completamento del raddoppio del tratto da Siena a Grosseto e per garantire una viabilità efficiente per le necessità di cittadini e imprese».

Del resto sono 20 anni esatti che si attende il completamento di questa infrastruttura strategica per collegare la costa con l’entroterra e il con capoluogo di regione. Il raddoppio, infatti, era stato inserito tra le opere prioritarie dalla Legge obiettivo nel 2001 per essere finanziato e “rapidamente” realizzato, ma per aprire al traffico i primi 50 chilometri ci sono voluti dodici anni, dal 2006 al 2018. Ne restano da fare una ventina.

Il corridoio tirrenico

Peggio ancora è andata al Corridoio Tirrenico, inserito tra le 130 grandi opere dal Decreto semplificazioni, ma rimasto fuori dal “primo giro”. «Adotteremo, in questa direzione, ogni iniziativa parlamentare utile», rassicura Sani, mentre l’Aurelia nel tratto grossetano continua a restare la grande incompiuta.


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