Litiga con la moglie e la picchia Aveva il divieto di avvicinamento

Francesca Gori

semproniano. «Pronto, pronto», ha ripetuto più volte il carabiniere che ha risposto due sere fa alla chiamata al numero di emergenza 112. «Pronto, pronto, che succede?», ha chiesto. Ma la sua domanda è rimasta senza risposta: all’altro capo del telefona c’era una donna che singhiozzava e piangeva senza riuscire a dire mezza parola. Per qualche minuto è rimasta in linea, poi ha riagganciato. Il carabiniere non poteva far finta di niente e ha rintracciato il numero utilizzato per fare quella telefonata al 112, scoprendo che era intestato a una donna che abita nel comune di Semproniano. Ha avvertito subito la stazione dei carabinieri e il maresciallo che guida i militari del centro amiatino, ha subito fatto due più due: sapeva che la vita matrimoniale della coppia era particolarmente travagliata, tanto che il marito della donna era stato raggiunto anche da un’ordinanza di divieto di avvicinamento alla moglie. Divieto che però non aveva rispettato.


I carabinieri sono arrivati subito a casa della coppia dove hanno trovato la donna in lacrime: aveva il volto tumefatto e la voce rotta dalla disperazione, dalla paura, oltre che dal pianto: è stata lei a dire che a ridurla in quel modo, era stato il marito che da anni maltratta lei e i due figli ancora piccoli.

I militari hanno avvertito il 118 che ha mandato un’ambulanza nel comune amiatino per accompagnare la donna all’ospedale mentre loro si sono messi subito sulle tracce dell’uomo, che hanno trovato poco lontano, e lo hanno arrestato.

Il quarantaseienne è finito in carcere: era già stato raggiunto da un’ordinanza di divieto di avvicinamento alla donna. Ma due sere fa si era ripresentato a casa della donna e, come molte altre volte prima di allora, l’ha presa a pugni e calci. Aveva bevuto e probabilmente aveva fatto uso di sostanze stupefacenti, come già era successo in passato, quando aveva sfogato la sua furia cieca sulla donna e anche sui figli: al più grande, un bambino, non aveva risparmiato frasi offensive e violente, per esempio sul suo aspetto fisico.

Il 46enne, dopo l’udienza di convalida, è stato scarcerato e ora si trova ai domiciliari a casa del padre, a Roma. È accusato di violazione del divieto di avvicinamento e di maltrattamenti in famiglia. —

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