Dottoressa muore a 41 anni, lutto a Roccatederighi

È stata trovata senza vita nel suo appartamento a Foggia. Laureata all’Università di Pisa, viveva in Puglia dove faceva la specializzazione

ROCCATEDERIGHI. A Foggia, dove – dopo la laurea – stava per specializzarsi in psichiatria, è morta tre giorni giorni fa Veronica Mucciarelli, 41 anni appena compiuti, dottoressa uscita dal corso di Medicina e chirurgia dell’Università di Pisa.

La comunità di Roccatederighi, dove Veronica era cresciuta e dove vivono il fratello e i genitori, ha ricevuto la notizia venerdì pomeriggio. Poi è stato un susseguirsi di messaggi, telefonate, lacrime e viaggi. Studiava e lavorava in Puglia diversi anni, dopo aver brillantemente conseguito la laurea nel 2015.

Un percorso di studi e di vita costantemente al fianco di chi più aveva bisogno di assistenza: soggetti con sindrome down, ma anche altre forme di disagio psicologico e psichiatrico. Non si risparmiava mai, Veronica, gettando il cuore oltre l’ostacolo ogni volta che l’ostacolo poteva sembrare insuperabile. Non si conoscono ancora le cause della morte. Il corpo si trova adesso all’obitorio di Cerignola, in attesa che venga svolta l’autopsia.

La donna è stata trovata in casa, accasciata a terra, dalla signora che quasi ogni giorno le dava una mano in casa. Veronica, che aveva lasciato il paese dopo il diploma, a 19 anni, come fanno tanti coetanei, era una ragazza generosa, semplice e complessa al tempo stesso. Da giovanissima si era trovata a combattere con tutte le sue forze un male oscuro, senza riuscire mai a trovarvi rimedio, imparando a conviverci. Ma i problemi di salute non le avevano impedito di realizzare i suoi sogni.

Prestava servizio, come specializzanda, a Troia, nel foggiano, seguendo pazienti che contavano sul suo sostegno. «Nei giorni scorsi aveva sostenuto l’ennesimo esame, superandolo di slancio», ha raccontato ai genitori uno dei suoi docenti e tutor. E in Puglia, come già a Pisa, stava togliendosi parecchie soddisfazioni, coltivando al tempo stesso nuovi progetti. Alla Rocca, adesso, la piangono la madre Gabriella, il padre Paolo, presidente della Misericordia di Roccatederighi, il fratello Lorenzo, le amiche e gli amici. Un po’ tutti, nel tempo, avevano fatto l’impossibile per sottrarla alla malattia, per aiutarla. Purtroppo, però, con il trascorrere del tempo, il problema che si portava dentro ha sedimentato in maniera subdola. Veronica aveva dovuto affrontare ricoveri e cure, senza mai lamentarsi, senza mai indietreggiare di un centimetro rispetto a sogni e aspettative.

Ha avuto forza e coraggio fino in fondo, cercando prima di tutto di non far soffrire chi gli voleva bene. Eccellente negli studi fin da ragazzina, Veronica aveva una propensione alla ricerca e all’approfondimento che non ha mai smesso di coltivare. Era per natura curiosa, affettuosa, empatica, cercando sempre di dare il meglio in ciò che più la interessava. Amava l’arte, disegnava e dipingeva benissimo.

La Pro loco di Roccatederighi, nel 2000, le chiese di dipingere il primo drappellone del nuovo millennio. Nel tempo libero aveva approfondito il movimento new age nelle sue molteplici sfaccettature o, per fare un altro esempio, la cucina ayurvedica. Gli ultimi anni erano stati molto duri proprio per la convivenza con la malattia. Oggi i genitori torneranno a Foggia, anche per incontrare i colleghi dell’Università. C’è la possibilità che, per onorare la sua memoria, venga proposto al Rettore il conferimento post mortem dell’agognata specializzazione. Il funerale sarà celebrato a Roccatederighi, ma non si sa ancora quando.

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