Tamponi a scuola: tutti negativi

Via allo studio per valutare la circolazione del coronavirus tra gli studenti. In sedici ieri sono stati sottoposti al test

GROSSETO. È una ragazza della classe quinta A del liceo classico Carducci-Ricasoli, la prima studentessa della  provincia di Grosseto a varcare la soglia dell’infermeria per sottoporsi al tampone antigenico nell’ambito del progetto “Scuole sicure”, partito ieri in tutta la Toscana. Era in classe, quando il preside Roberto Mugnai si è affacciato nella sua classe per chiamarla e stava facendo un compito. Ha detto subito di sì, senza pensarci un attimo: pochi minuti dopo, era seduta di fronte al medico scolastico, la dottoressa Laura Catarsi e all’assistente Juli Sfulcini che hanno proceduto con il tampone. A fine giornata i ragazzi sottoposti al tampone sono stati sedici: nessuno di loro è risultato positivo.

Un momento importante, quello dello studio promosso dalla Regione, che attraverso l’esecuzione di tamponi antigenici a un campione di studenti delle scuole secondarie superiori, cinque alla settimana per le classi dalla prima alla quinta di una stessa sezione estratta a sorte, per un totale di 25 studenti per istituto, ha lo scopo di indagare l’andamento del contagio da Covid in ambito scolastico. Il test sarà ripetuto ogni settimana, fino al 10 di giugno. «È uno studio molto importante per noi - dice il dirigente scolastico - perché dall’inizio della pandemia le scuole sono state accusate di essere focolai del coronavirus. È vero che ci sono stati via via docenti e studenti positivi, ma non è detto che siano stati contagiati proprio qui. I nostri studenti, sebbene adolescenti, rispettano le regole e sono molto attenti».

Nella provincia di Grosseto sono undici gli istituti che hanno detto sì allo studio: nel capoluogo, oltre al Carducci-Ricasoli (liceo classico), ci sono il Leopoldo II di Lorena, il Porciatti, il Polo Bianciardi, il Fossombroni, e il Rosmini mentre a Follonica, il Cattaneo e il Fibonacci.
« Lo studio che andiamo a realizzare servirà a fornire un quadro completo di come circola il virus tra i giovani delle fasce di età considerate - spiega Maurizio Spagnesi - Si tratta di tamponi antigenici rapidi di ultima generazione che offrono una garanzia di elevata sensibilità. Questa iniziativa è solo la prima fase di un progetto più ampio che proseguirà in futuro con altre azioni di prevenzione e monitoraggio».

L’Asl è impegnata in questa attività con il dipartimento di Prevenzione e con il dipartimento professioni tecniche e sanitarie oltre che, ovviamente, con il laboratorio per l’analisi dei campioni raccolti nelle scuole. La squadra grossetana che stamani ha effettuato i tamponi è coordinata dalla dottoressa Sara Villari, responsabile del progetto.
Lo studio, presentato nelle classi che sono state scelte, è stato ben accolto dagli studenti e dai loro genitori. «Viene ovviamente fatto firmare il consenso informato - spiega la dottoressa Villari - Qualche genitore potrebbe tirarsi indietro per paura della prospettiva di scoprire una positività: in quel caso tutto il nucleo familiare sarebbe infatti messo in quarantena».

Al liceo Carducci-Ricasoli, le lezioni sono riprese con il 50 percento in presenza e ance per la prossima settimana andranno avanti con questo sistema, alternando gli studenti che hanno seguito le lezioni da casa con quelli che invece sono entrati in classe. «Gli interventi di prevenzione anti-Covid già messi in atto hanno reso la scuola un luogo sicuro in considerazione del rapporto tra i casi positivi accertati e il numero di persone (studenti, docenti e operatori in generale) che frequentano quotidianamente l’ambiente scolastico - ha detto il preside Mugnai - Questo monitoraggio, che durerà fino a giugno, consentirà di evidenziare il trend dei casi in modo ancora più chiaro, in vista di una riapertura in sicurezza delle scuole a tutti gli studenti».