Concordia, la memoria che non muore Per i familiari commozione a distanza

Al Giglio eventi ristretti per evitare contagi. Kevin Rebello: «Ho guardato la messa da casa, ricordando mio fratello Russel»

Elisabetta Giorgi

ISOLA DEL GIGLIO. Silenzio, dolore e commozione. Alle 12,15 di ieri a Punta Gabbianara una corona di fiori è stata calata in mare da un’imbarcazione della Guardia Costiera, in memoria delle vittime del naufragio. Prima ancora il parroco don Lorenzo Pasquotti ha celebrato una messa al porto, accompagnato da un discorso del sindaco Sergio Ortelli. Hanno partecipato una cinquantina di persone, isolane. Molte altre erano presenti “col cuore” e collegate a distanza, sui social.


Alle 21,45, di fronte alla lapide commemorativa, spazio al silenzio della preghiera e alla benedizione della lapide. E poi subito dopo suoni, la “tufata” delle sirene delle imbarcazioni, che hanno evocato il gelido impatto sugli scogli e rotto il silenzio, facendo tornare al dramma di quella sera del 2012.

Siamo tornati alla notte di 9 anni fa, ieri, in una giornata intima e a basso profilo in cui cadeva l’anniversario del disastro Concordia. L’evento, che ha stretto tra loro i soli gigliesi, quest’anno non ha visto la partecipazione di autorità o ospiti provenienti da fuori, salvo il comandante dell’Ufficio Circondariale marittimo di Porto Santo Stefano, tenente di vascello Teofilo Traina giunto sull’isola con l’imbarcazione usata per le cerimonie. Troppo forte, e giustificata, la paura per il Covid.

«Abbiamo deciso di commemorare così questa drammatica ricorrenza tra gigliesi – dice Ortelli a proposito della limitazione delle presenze – È stata comunque una cerimonia sentita e curata nei minimi dettagli, perché la memoria è ancora molto viva e l’isola, quella notte e nei mesi successivi, ha superato se stessa negli aiuti immediati e nel gestire una situazione unica al mondo. Guardandoci indietro comprendiamo la portata di quanto fatto, ma anche l’esperienza che da tutto ciò ne è derivato».

Ora il pensiero sull’isola - progetto cui il sindaco tiene molto - è rivolto al 2022 quando, per il decennale del naufragio, saranno organizzati «vari eventi con il ritorno al Giglio dei naufraghi e delle famiglie delle vittime per un momento di incontro, di riflessione e di ricordo. Nelle ricorrenze di quest’anno – puntualizza Ortelli – abbiamo evitato la consueta processione serale per evitare assembramenti», ma l’anno prossimo ci sarà spazio per omaggiare al meglio la memoria delle vittime, e ricordare una tragedia che ha segnato profondamente «tutti noi e il mondo intero. Questo sperando che l’emergenza per la pandemia ce lo consenta. Credo che tutti comprenderanno questa scelta», ha commentato il primo cittadino.

Dicevamo, i familiari delle vittime.

Proprio perché l’amministrazione ha limitato le presenze di ieri, puntando sul web e i social, in chiesa la messa ieri è stata ripresa in diretta su Giglio news e il video rilanciato e postato dai parenti delle persone scomparse nel naufragio. Tra loro anche Kevin Rebello, che nel 2012 perse suo fratello Russel, cuoco generoso imbarcato sulla Concordia e rimasto vittima del naufragio, dopo aver ceduto il suo giubbotto di salvataggio a un’altra persona. Ieri Kevin – che per tutti questi anni non ha mai smesso di stare “unito” con tutta l’anima e il cuore al Giglio – ha seguito dalla sua casa di Milano la diretta, interloquendo a distanza con gli isolani e ripubblicando la foto del fratello, cui era legatissimo. «Oggi (ieri, ndr) ho seguito la messa da Milano – dice Kevin – Non sono più tornato al Giglio, in questi anni; però sono sempre in contatto con gli isolani, con il sindaco e con molti altri che sentiamo spesso come una famiglia. Ci facciamo gli auguri per le feste, i compleanni. Stamani (ieri, ndr) ero puntuale per la messa. Sono cattolico e ho seguito la celebrazione con grande emozione, ascoltando le belle parole di don Lorenzo e del sindaco Ortelli». Ha così ripensato a suo fratello che è morto in quel mare. E se lo è sentito di nuovo vicino. —

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