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Ristoratori, disobbedite e aprite: ma in Maremma dicono no

Volantinaggio nei locali per invitare i gestori ad aprire anche a cena. L’iniziativa non raccoglie consensi

GROSSETO. «Basta vaccini obbligatori e ristoranti chiusi», «le mascherine non servono a proteggere da alcun virus ed è espressamente scritto sulle confezioni», «dobbiamo ribellarci, è ora di riprenderci la nostra sovranità»: presto detto, anzi scritto, su diverse bacheche di Facebook dove è partito il tam tam per invitare alla disobbedienza “gentile” i gestori costretti a stare chiusi la sera. Ma loro, i ristoratori che hanno tirato su i loro locali con la fatica e i grattacapi, non ci stanno: quasi nessuno, da Follonica a Capalbio, ha deciso di aderire ai vari appelli partiti anche da chi non fa parte del settore della ristorazione.

Ieri, in quasi tutti i locali del centro sono stati lasciati alcuni volantini: in alto il simbolo delle posate, sotto il titolo dell’iniziativa “#Ioapro 1501” e sotto “Dpcm autonomo, decalogo pratico commercianti motivati”. «Io apro per non chiudere più – si legge nel volantino lasciato ai ristoratori – supporto legale alle attività in caso di sanzioni e supporto legale ai nostri sostenitori (clienti) in caso di sanzione. Conti al tavolo alle 21, 45». Segue l’invito a scattarsi un selfie e, per le serate di domani, sabato e domenica, il pagamento dovrebbe essere a offerta libera per i clienti sostenitori, con emissione di scontrino. Chi ha pensato e lanciato, in tutta Italia, questa campagna arrivata anche a Grosseto, ha preventivato anche l’intervento delle forze dell’ordine. «Sono a fare il loro lavoro – scrivono – disobbedienza gentile». Tutto questo, da Telegram, dove c’è un canale aperto anche per la provincia di Grosseto è arrivato direttamente nei locali. Ma quasi tutti hanno detto di no. «È vero che tra pranzo e cena, rispettando le regole, non cambia niente nei ristoranti ma non è questa la strada giusta per dimostrarlo – dice Liliana Marrini, dell’omonima enogastronomia follonichese – Noi apriremo quando ci sarà consentito e se dovremo protestare, lo faremo certamente in altre forme».

Marrini è la coordinatrice per la provincia di Grosseto del gruppo Ristoratori italiani che a Firenze ha aderito all’apertura organizzata per questa sera. Apertura simbolica, concordata con le varie prefetture d’Italia, per poco meno di un’ora durante la quale, al tavolino, potranno sedersi il titolare con i dipendenti e realizzare un breve filmato con la richiesta di poter aprire. Coinvolgere i clienti, a differenza di quello che si chiede nel gruppo di Telegram “Io apro 1501”, non se ne parla nemmeno. I timori sono reali: la multa, quattrocento euro, ai proprietari alla quale si aggiungerebbe la stessa anche per i clienti che dovessero trovarsi nei pub e nei ristoranti aperti dopo le 18. A Grosseto, come a Follonica e a Orbetello, la stragrande maggioranza dei ristoratori domani sera sarà chiusa.

Il volantino che ieri circolava per la città è arrivato anche nelle mani della Digos, oltre che in quelle dei carabinieri: le forze dell’ordine stanno infatti monitorando da settimane i vari gruppi e i vari profili che invitano a disobbedire ai Dpcm che si stanno susseguendo. A Grosseto pare non esistere alcun allarme. Anche Fipe e Confcommercio prendono le distanze dall’iniziativa. «Non possiamo incitare gli imprenditori ad intraprendere iniziative illegali come questa – sostiene il presidente Danilo Ceccarelli – Tenere aperte le nostre attività quando le misure del Governo, seppure le riteniamo ingiuste per mille motivi, ne impongono la chiusura, significa contravvenire alla legge. Le nostre imprese sono già in gravissime difficoltà, e aderendo a questa protesta si rischiano conseguenze pesanti, dalla sanzione alla sospensione dell’attività, e si può anche configurare un reato».

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