Reti digitali: la Maremma tra i buchi neri d’Italia

Il rapporto 2020 di Ernst & Young piazza la nostra provincia all’83° posto su 107, la peggiore di Toscana per la dotazione infrastrutturale: fibra ottica e 5G al palo.

GROSSETO. Con metafora irriverente, potremmo dire che l’infrastruttura digitale della provincia di Grosseto è alimentata a “carbonella”. Anche se la consolazione è poca, c’è comunque chi sta peggio: ventiquattro territori italiani sui 107 considerati.

È quel che viene fuori consultando il rapporto 2020 sul “digital infrastructure index” messo a punto da Ernst & Young Italia (d’ora in avanti EY), una delle più rinomate società nel mondo di consulenza aziendale.
La nostra provincia, come detto, non è messa affatto bene: occupa infatti la posizione numero 83 posto su 107 territori considerati, in terza fascia su cinque (ma nell’ultima solo Enna e Fermo). Ultima fra le dieci province della Toscana, con un punteggio di 31.4 su 100. Un piazzamento non esaltante, ma coerente con i dati macroeconomici che da qualche anno caratterizzano questo territorio.

Il Digital Infrastructure Index messo a punto da EY analizza il livello di efficienza e maturità delle infrastrutture digitali del Belpaese. Prendendo in considerazione un set di trenta indicatori, classificati in tre differenti categorie: connettività fissa, connettività mobile e wi-fi, tecnologie IoT (Internet delle cose).
Gli indicatori si riferiscono sia alle tecnologie più mature, come Adsl e Lite, sia a quelle più avanzate, come Ftth (fibra fino a casa) e 5G, la rete di connessione ultra veloce che utilizza ponti radio con antenne che trasmettono a una potenza di 20 V/m (volt per metro), disposte al massimo a trecento - quattrocento metri l’una dall’altra. Soprattutto quelle di ultima generazione, peraltro, costituiscono il volano dello sviluppo economico del futuro.


Toscana sud indietro
Ad essere più indietro nella diffusione delle infrastrutture digitali rispetto al resto della regione è tutta la Toscana del sud. In fascia gialla insieme a Grosseto, infatti, ci sono anche Siena (62°) e Arezzo (64°), oltre a Massa (59°) e Pistoia (79°). Naturalmente il quadro è in evoluzione molto veloce, ma questa è la fotografia scattata da EY a dicembre dello scorso anno. L’indagine, poi, oltre a normalizzare e standardizzare gli indicatori per arrivare ad un punteggio ponderato in una scala da 0 a 100, distingue le infrastrutture di connettività – che attengono per lo più agli investimenti degli operatori di telecomunicazione – dalla diffusione dell’IoT, che dipende dal grado di digitalizzazione di reti di trasporto, energetiche e ambientali. Che attengono quindi agli investimenti delle società fornitrici di servizi pubblici.


La provincia di Grosseto
In provincia di Grosseto la fibra ottica è appannaggio di tre operatori principali: Open Fiber (azionisti Enel e Cassa depositi e prestiti), Tim e Infratel (Mise). La diffusione della fibra procede, anche se a singhiozzo, per due motivi su tutti. Perché ancora non si sa se, quando e come andrà in porto la fusione fra Tim e Open Fiber per realizzare e gestire una rete unica nazionale, per cui per ora entrambi gli operatori vanno avanti con la propria rete e si fanno i “dispetti”. E perché una volta realizzata l’infrastruttura i tempi di allaccio di aziende e appartamenti dipendono dall’appetibilità (redditività) dei clienti cui vendere i servizi: a condomìni e imprese si porta la fibra dentro “casa”: alle singole unità immobiliari o a quelle piccole si lasciano il pozzetto esterno e i costi di connessione (installazione del Roe, ripartitore ottico di edificio).


La mappa della dotazione e dell’efficienza delle infrastrutture digitali in Italia secondo Ernest & Young A destra la graduatoria provincia per provincia: Grosseto è all’83° posto, nel fondo della classifica

Aree periferiche
Poi c’è il problema dei piccoli e piccolissimi centri, e delle campagne nelle aree marginali. Dove portare la fibra è molto più lento e meno redditizio per vendere i servizi, nonostante le risorse pubbliche di Stato e Regione, derivanti queste ultime dai Fondi europei 2014 - 2020 per lo sviluppo regionale (Fesr) e per lo sviluppo rurale (Feasr). Proprio nelle zone collinari, pedemontane e montane, peraltro, la connettività è il presupposto per ogni politica che voglia favorire ripopolamento e reinsediamento produttivo. Tutto poi è complicato dalle difficoltà per l’esposizione debitoria di Sittel, l’impresa che in provincia gestisce le manutenzioni per Tim e Open Fiber.


Aspettando il 5G
Infine, la questione 5G. Qui sembra tutto immobile. Ma è solo apparenza. L’Italia ha una delle velocità di connessione migliori fra i Paesi del G7 e d’Europa, ma le antenne di nuova generazione coprono solo il 10 per cento del territorio nazionale. Prevalentemente a Nord, e nelle aree metropolitane. Dove c’è la “ciccia”. In Toscana le installazioni procedono spedite sull’asse Firenze - Pisa - Livorno. Vodafone si è aggiudicata la gara regionale, e si è messa d’accordo con Telecom. A Grosseto, una volta che il Governo ha sancito il divieto di emettere ordinanze a-scientifiche contro l’installazione delle antenne, le cose si muovono sotto traccia. Telecom ha montato l’antenna 5G principale nella sede di via Orcagna, e sono stati portati altri apparati che verranno installati a seguire. Anche Vodafone si sta muovendo. L’Internet delle cose (IoT) – per ora molto legato alle reti intelligenti per le applicazioni dei servizi pubblici – ancora non è una prassi diffusa. Ma con il completamento della rete in fibra e di quella 5G, potrebbe decollare in un batter d’occhio. Tutto dipende dalla velocità d’installazione delle infrastrutture. A oggi la provincia di Grosseto è inchiodata a quel 31.4 su 100 fotografato dall’indice di Ernst & Young.