La neve costringe ad abbattere oltre 350 alberi

CASTEL DEL PIANO. Bellissima, ma spietata. La neve, abbondante e meravigliosa, che in questi giorni corona l’Amiata, ha anche un volto oscuro. Caduta in quantità enormi sugli alberi e poi gelata, ha talmente appesantito le chiome da far crollare alberi e piante.

E, come in un effetto domino, i primi tronchi che hanno ceduto hanno via via abbattuto gli altri alberi intorno, ad alto fusto e non solo, nel bosco e lungo la strada che porta alla Vetta.


Il risultato sono state centinaia di piante crollate con un danno che al momento è difficile calcolare. Certo, invece, è il numero di quelle affacciate sulla strada che dal Prato della Contessa porta alla Vetta e che è necessario abbattere: oltre 350 in tutto, delle quali 50 lungo i circa 3, 5 chilometri che ricadono sul suolo grossetano, e il resto su quello senese.

«All’inizio si parlava di 300 alberi da tagliare per mettere in sicurezza la strada ma sono anche di più. Io non avevo mai visto una cosa del genere», dice desolato Fabrizio Tondi, sindaco di Abbadia San Salvatore, il comune senese che, con Castel del Piano, si divide la zona più alta della montagna e la vetta in particolare.

Per giorni ben sette attività ricettive della parte alta della montagna sono rimaste isolate. Lunedì sera solo i trattori erano riusciti a salire in vetta, dopo che erano stati rimossi i grossi tronchi che sbarravano il passaggio.

Resta però da abbattere gli alberi che minacciano di cadere sulla strada: solo quando saranno rimossi tutti si potrà riaprire al traffico.

Sul versante senese, dopo è il lavoro più grosso, i tagli sono in via di ultimazione. «Al massimo dopodomani saranno conclusi, poi venerdì si faranno le verifiche – spiega il sindaco Tondi – e spero che nel fine settimana la strada si potrà riaprire. Nel caso si possano aprire gli impianti di risalita vogliamo farci trovare pronti».

Nella parte grossetana le procedure per i tagli si sono avviate lunedì con un sopralluogo. «La ditta incaricata dei tagli, la Marini, eseguirà i lavori sotto il monitoraggio dal Consorzio forestale – spiega il sindaco di Castel del Piano Michele Bartalini – come ha chiesto la Protezione civile dell’Unione dei comuni. Mi auguro che entro il 18 gennaio si possa finire: la mia preoccupazione è per chi ha alberghi, bar e attività legate alla neve, che rischiano danni per questo stop”.

Stop imposto da Madre Natura che si somma allo stop all’uso degli impianti – peraltro ancora mai partiti quest’anno – voluto dal governo per arginare i contagi da Covid. La data del 18 gennaio, inizialmente indicata come giorno di apertura degli impianti, è ancora in sospeso.

Intanto c’è da chiedersi se questi abbattimenti non abbiano intaccato la bellezza dell’Amiata. Il sindaco di Abbadia San Savatore, però, tranquillizza: «Il paesaggio è sempre perfetto e bellissimo, del resto la natura provvede da sé. Quanto agli alberi nella foresta, c’è un danno sicuramente al legnatico, perché gli alberi sono venuti giù senza un ordine preciso. Ma l’Amiata ha un terreno fertile e ricresceranno senza problemi». —

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