Gli artificieri “brillano” la bomba: la duna torna sicura - Video

Il caporalmaggiore capo scelto dell'esercito, Giuseppe Dimitri, del 2° Reggimento Pontieri di Piacenza, preleva dalla sabbia l'ordigno bellico (foto Agenzia Bf)

Il proiettile era di fabbricazione italiana, 75 millimetri, caricato ad autoesplosivo

MARINA DI GROSSETO. Tutto è filato liscio e, in poco più di un’ora, gli artificieri dell’esercito hanno tolto il problema di mezzo. Per essere precisi, lo hanno sbriciolato a suon di tritolo.

L’ordigno della seconda guerra mondiale, un proiettile di cannone trovato a fine dicembre su una duna della spiaggia della Canova, è stato fatto brillare ieri in un campo alle spalle della spiaggia e della pineta, concesso all’uopo da un privato. Il primo luogotenente Fabio Cappucciati e il caporalmaggiore capo scelto Giuseppe Dimitri del Secondo Genio Pontieri di Piacenza hanno prima messo in sicurezza il grosso proiettile – lungo 40 centimetri – togliendogli la spoletta anteriore e poi, dalla duna, lo hanno portato in campagna alla Canova, a poche centinaia di metri di distanza, dove l’hanno inserito in una buca e, intorno alle 12, lo hanno fatto brillare in sicurezza. I carabinieri hanno scortato gli artificieri durante il trasporto; per attraversare la provinciale delle Collacchie è stato sospeso il traffico. Sul posto anche Municipale, Protezione civile e l’assessore Fausto Turbanti.

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Il proiettile era di fabbricazione italiana, 75 millimetri, caricato ad autoesplosivo. Difficile dire se fosse in grado di esplodere in caso di urto. In genere, però, l’usura accumulata da oltre 70 anni passati nella sabbia non giova alla sicurezza. Per questo, quando ci si imbatte in bombe, piccole o grandi, non vanno mai toccate. Le schegge di un proiettile come quello fatto brillare ieri possono arrivare a 130 metri; l’esplosione a distanza ravvicinata da una persona è sempre mortale. 

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