Il Fiora distrugge ettari di campi, un fosso in piena isola Il Ghiacciale

Danni, disagi e polemiche, ma il Consorzio di bonifica replica: "I lavori spettano alla Regione"

SEMPRONIANO. Mentre la mareggiata ha mangiato chilometri di litorale a Castiglione della Pescaia, i fiumi e i ruscelli in piena non sono stati più clementi con la montagna.

Il più colpito è stato il territorio di Semproniano, attraversato dal Fiora. «La piena risale a due o tre giorni fa – spiega il sindaco Luciano Petrucci – ma è un problema che si ripete spesso. Il fatto è che il letto del fiume si è alzato. Il Fiora nasce da Santa Fiora e tutti i detriti raccolti dalla montagna arrivano da noi e qui si fermano, perché abbiamo diversi chilometri in piano. Quelle terre sono l’unica ricorsa dei nostri agricoltori ma proprio qui il letto è ormai più alto dei campi».

Colpite diverse aziende. «Il fiume ha distrutto dieci ettari di terreno – dice il sindaco –. Ho parlato con il presidente del Consorzio bonifica, mi ha detto che andrà fatta richiesta per un progetto. Ma non capisco come sia possibile che qui, da anni, ci sia sempre lo stesso problema e non si riesca a risolverlo. Già perdiamo tanti concittadini, che vanno a lavorare altrove. Quelli che restano si trovano in queste condizioni. Di tutti i fiumi si sente parlare, quando la Bonifica deve fare i lavori, tranne che del Fiora. Forse perché sfocia nel Lazio? Eppure per la maggior parte corre qua in provincia».

Ma non c’è solo il fiume a far danni. Ne sa qualcosa il podere Il Ghiacciale, azienda agricola di eccellenza per l’allevamento allo stato brado di maiali di cinta senese alla Ceccarella. Dal 2012 ad oggi non c’è stato inverno in cui non si sia trovata isolata a causa del fosso Caese, che attraversa la strada di accesso e che si è gonfia fino a diventare un fiume in piena, impossibile da guadare.

Sconfortati e arrabbiati il titolare Marco Mereghetti e il dipendente Enzo Pirro. «Rischio la vita tutti i giorni per poter andare a dar da mangiare al bestiame – spiega Pirro –. L’anno scorso dovettero aiutarci i vigili del fuoco. Ma qui ci vuole un intervento del Consorzio bonifica che non c’è mai stato». Anche un pastore della zona è nella stessa situazione: impossibile oltrepassare il fosso per andare dalle pecore.

«Abbiamo 75 maiali allo stato brado – continua Pirro – e questo isolamento non aiuta. Ieri ne ho trovato uno morto. Tempo fa scrivemmo al Consorzio. Ci hanno risposto che il passo non è concessionato. Ma cosa si dovrebbe pagare se non fanno manutenzione? Parlando coi vecchi del paese rimpiango Fanfani: gli unici interventi contro il dissesto idrogeologico sono stati quelli». Il riferimento è al piano Fanfani. Erano gli anni Cinquanta.

Intanto arriva la risposta del presidente del Consorzio di bonifica, Fabio Bellacchi. Che, in sostanza, chiama in causa la Regione Toscana: «Ciò che Petrucci chiede e ciò che servirebbe è un escavo sul fiume Fiora, ovvero una manutenzione straordinaria - rileva Bellacchi - attività che però non può essere intrapresa in autonomia da Cb6, perché questi tipi di interventi vengono gestiti, autorizzati e finanziati dalla Regione Toscana. A maggior ragione perché quest'area, l'alto corso del fiume Fiora, è soggetta a vincolo ambientale in quanto Zps, zona a protezione speciale, in cui ogni attività è vietata se non preventivamente presentata e approvata dietro valutazione dell'incidenza ambientale».

«Da 2014 - ricorda il presidente del Consorzio - abbiamo eseguito interventi di manutenzione ordinaria approvati dalla Regione, come la legge stabilisce, e altri sono in corso di autorizzazione. Il riescavo auspicato dal sindaco, però, deve essere valutato, approvato e finanziato dalla stessa Regione Toscana con suo progetto autonomo.  Abbiamo sottoposto nel tempo il nostro parere sulle criticità che il sindaco rileva e che noi condividiamo. Le nostre competenze, però, si fermano qui. Serve uno studio sedimentologico che soltanto la Regione Toscana o l'Autorità di distretto possono eseguire».

«Detto in altre parole - aggiunge Bellacchi - ciò che abbiamo spiegato per l'ennesima volta al sindaco è che il Consorzio non può intervenire indiscriminatamente dove ci sono accumuli di ghiaia o altre problematiche. Semplicemente perché è vietato e commetterebbe un reato. Può farlo solo quando l'autorità competente dà l'autorizzazione, peraltro seguendo le prescrizioni che vengono indicate. Per un progetto complessivo di manutenzione straordinaria, invece, è necessario che intervengano i soggetti preposti».


© RIPRODUZIONE RISERVATA