Nuovo calcolo, la Tari è un salasso Nel Golfo rincaro di 272mila euro

follonica. Con la fine dell’anno i consigli comunali si trovano a dover approvare il piano economico finanziario della tassa rifiuti per il 2020, calcolato secondo il nuovo e complesso metodo ideato da Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente.

Per molti Comuni il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti costerà di più. In alcuni casi molto di più.


Follonica, comune virtuoso per la raccolta differenziata, dovrebbe vedere un aumento del 4,7 per cento: un rincaro importante, di 272mila euro. Gavorrano invece subirà un aumento del 2,7 per cento con una spesa in più di 42mila euro e Massa Marittima del 3,2 per cento, che si traducono in quasi 50mila euro in più da pagare per la Tari. Scarlino dovrà invece pagare quasi 30mila euro di rincaro, con un aumento del 2,45 per cento, mentre Monterotondo Marittimo avrà un aumento del 3,45 per cento, ovvero di 10mila euro.

L’unico Comune delle Colline Metallifere che risentirà pochissimo degli aumenti in bolletta è Montieri, con un più 0,26 per cento, ovvero circa 800euro.

Il rincaro follonichese di 272mila euro non è però andato giù ai consiglieri di maggioranza che hanno deciso di presentare una mozione che verrà discussa questa mattina in consiglio comunale.

«Ci sentiamo in dovere di prendere una posizione critica in merito al nuovo metodo di calcolo delle tariffe su base Arera – dicono Pd, PrimaVera Civica e Follonica a Sinistra – che comporterà ai cittadini un aumento delle tariffe Tari. Noi, come maggioranza, non ci stiamo ad accettare quello che definiamo solo un incremento e nessun miglioramento dei servizi offerti dal gestore; il tutto dovuto a quella che viviamo come una imposizione dall’alto a causa di un sistema nazionale che non valorizza i Comuni virtuosi come quello di Follonica, impegnato da anni in una differenziata spinta in un’ottica di economia circolare e di riciclo».

Con la mozione i consiglieri vogliono impegnare il sindaco e la giunta a chiedere ad Arera di ripensare complessivamente il sistema delle tariffe, premiando quelle realtà locali e quei gestori che decidano di perseguire la scelta della differenziata spinta, del riciclaggio dei materiali e della chiusura del ciclo dei rifiuti.

Inoltre i consiglieri si auspicano anche una presa di posizione da parte della Regione Toscana, «con particolare riferimento – spiegano – al riconoscimento dell’efficienza del servizio e al sostegno a quei Comuni che, avendo investito in sistemi di raccolta, seguendo le linee guida della Regione Toscana, come il porta a porta, che migliorano le performance di raccolta, risultano essere più penalizzate dal sistema “Metodo tariffario rifiuti”». Rincari che dovrebbero essere spalmati su tre anni ma che avranno comunque un peso nelle tasche dei cittadini.

Il calcolo non è piaciuto neanche a Sei Toscana, gestore unico del servizio rifiuti per le tre province e la Valdicornia. Il 30 novembre scorso il gestore ha infatti presentato ricorso al Tribunale di Milano contro l’Ato, contestando l’interpretazione che l’Ambito dà del metodo Arera. —

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