Piano antincendi, partono i lavori nelle pinete di Marina e Principina

Tagli, diradamenti, pulizia del sottobosco per circa 32 ettari vicino alle case. Il Consiglio di Stato, pur con il parere negativo, non solo consente ma obbliga a fare gli interventi

GROSSETO. Mai più il muro di fuoco del tremendo agosto 2012. Mai più le fiamme che lambivano le case nel drammatico luglio 2017. Tutto è (quasi) pronto per avviare a Marina di Grosseto e a Principina a mare gli interventi antincendio nella striscia di pineta più vicina alle case. Tagli selettivi dei pini, pulizia del sottobosco, potature, modesto diradamento: interventi che – la Regione Toscana confida – dovrebbero tenere alla larga le fiamme che, in passato, hanno devastato decine di ettari e minacciato l’abitato.

I lavori


L’Unione di Comuni montana Colline Metallifere, ente a cui è affidata la gestione delle pinete di Marina e Principina (e non solo), ha pubblicato nei giorni scorsi l’avviso di occupazione temporanea delle pinete a Marina per eseguire gli interventi previsti dal Piano antincendio regionale. I lavori partiranno a gennaio e finiranno a fino a fine aprile, in tempo per l’estate, momento in cui la pineta è più vulnerabile.

Per la maggior parte le pinete di Marina e Principina sono private, seppure accessibili a tutti, frazionate in una miriade di appezzamenti per lo più microscopici. In totale l’intervento antincendio interessa 216 particelle catastali per poco più di 32 ettari totali, distribuiti nella sola parte di pineta che costeggia l’abitato nella zona nord, viale dei Platani in primis. Escluse dall’intervento le pinete di Allianz che ricadono in area Sic e Sir. A Principina, invece, si tratterà di finire il lavoro iniziato la scorsa estate e di cui è rimasta una piccola particella a ridosso delle case in un’area fitta di pini.

Nonostante le pinete oggetto dei lavori siano di proprietà privata, il Piano operativo regionale prevede che gli interventi del Piano antincendi boschivi siano attuati dagli uffici pubblici competenti.

Per la pineta di Marina questi uffici sono l’Unione dei comuni delle Colline Metallifere; a Castiglione della Pescaia, l’altro comune nel quale ricadono le pinete di fascia costiera contemplate nel piano Aib, operano invece le Bandite di Scarlino.

I lavori – come detto in partenza a gennaio e da concludere entro fine aprile – costano circa 170mila euro e sono sostenuti da due finanziamenti, uno attivato sul Piano di sviluppo rurale e l’altro dal Programma Interreg Italia-Francia marittimo.

Il Consiglio di Stato

Dunque il “Piano specifico di prevenzione Aib per il comprensorio territoriale delle pinete litoranee di Grosseto e Castiglione della Pescaia” verrà attuato, anche se al momento solo a Marina e Principina. Ma come è possibile visto che è stato bocciato in parte dal Consiglio di Stato? Nessuna violazione, nessuna trasgressione. È lo stesso Consiglio di Stato a consentirlo.

Per capire come è possibile occorre fare un passo indietro.

La Regione, preoccupata per gli incendi sempre più violenti, nel 2019 corre ai ripari. La delibera della giunta regionale 355 del 18 marzo 2019 vara il Piano per la pineta del Tombolo, area di grande pregio naturalistico e paesaggistico, presidiata da numerosi vincoli paesaggistici e ambientali. Di poco dopo è la delibera 564 del 23 aprile, che approva il Piano Aib 2019-2021.

Wwf, Italia Nostra e Lac, però, non sono d’accordo con i contenuti del Piano. Ritengono che si taglino troppi pini e che gli interventi, in generale, siano troppo invasivi. Perciò impugnano le due delibere e fanno ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio rigetta il ricorso e chiede il parere del Consiglio di Stato.

Nell’adunanza del 24 giugno 2020 la prima sezione di Palazzo Spada esprime il proprio parere – sessantuno pagine – in cui accoglie parzialmente il ricorso, contestando lacune nelle autorizzazioni paesaggistiche, ma si pone anche uno scrupolo. Annullare da subito (giugno 2020) il Piano antincendio, dice, potrebbe paralizzare l’azione amministrativa di prevenzione degli incendi, «ma anche impedire quegli interventi urgenti, atti a mitigare il rischio di incendi». Insomma, si creerebbe il paradosso «che l’accoglimento del ricorso, proposto dalle associazioni ambientaliste per garantire un maggior livello di tutela del paesaggio e delle aree naturali protette, finirebbe per causare indirettamente la distruzione definitiva di quei paesaggi e di quegli habitat naturali».

Perciò il Consiglio di Stato impone che il Piano vada annullato solo nel momento in cui la Regione ne abbia redatto uno nuovo. E dà a Firenze 180 giorni (sei mesi) a partire dalla pubblicazione del parere (30 giugno 2020) per farlo. In questi sei mesi, dice il Consiglio di Stato, le autorità competenti non solo possono, ma «hanno l’obbligo di adottare tutte le misure e le azioni, eventualmente anche in attuazione parziale del piano annullato, per mettere in sicurezza il sito» ed eseguire «gli interventi improcrastinabili e indifferibili relativi ad aree – soprattutto vicine a insediamenti antropici – che presentano rischi elevati» secondo la valutazione delle amministrazioni.

Nel frattempo, per blindare ancor più gli interventi, l’Unione Colline Metallifere ha ottenuto l’autorizzazione paesaggistica. —

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