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Delitto in villa, Adrian e Madalina: coppia perfetta tra musica e arte. «Mai una lite tra loro»

Capalbio: la trentaduenne uccisa dal marito lavorava come colf per due famiglie che abitano nella zona. Il proprietario della villa: «Era con noi da anni e conoscevamo bene anche lui, erano incantevoli insieme»

CAPALBIO. «Non ho mai saputo di litigi tra loro, di screzi. Elena lavorava come colf a casa nostra ormai da sei anni circa: non ha mai fatto cenno ad alcun problema con suo marito. Erano incantevoli insieme, non riesco a rendermi conto come abbia fatti lui a trasformarsi in una bestia così feroce». Sono le parole dell’uomo che aveva assunto Elena Madalina Luminita, 32 anni, la donna uccisa dal maritoAdrian Luminita nella notte tra domenica e lunedì, a dare il senso di come il femminicidio di Pescia Fiorentina sia inconcepibile per chiunque conosceva quella coppia.

Lui dipingeva, raccontava la Maremma con i suoi colori, ricordava i paesaggi montani della Romania, quelli che portava nel cuore fin da quando era venuto in Italia in cerca di lavoro. Dipingeva sua moglie Madalina: si sedeva nel grande giardino di villa Tonci, in via della Speranza, e si abbandonava alla fantasia e alla creatività. «Sapeva anche suonare qualche strumento - dice ancora il datore di lavoro della donna - Lo abbiamo sempre trovato molto gentile e garbato: proprio due giorni fa abbiamo dato a Madalina il regalo di Natale, per lei e per suo marito». Una coppia di accappatoi, con le cifre dell’uomo e della donna ricamate sopra.


Madalina e Adrian abitavano a Pescia Fiorentina ormai da diversi anni: lui lavorava come manutentore per il condominio del Chiarone, una sorta di consorzio composto dalle tante ville della zona. Era il custode della grande casa di via della Speranza, di proprietà di Riccardo Tonci. L’uomo ieri mattina è stato avvertito dai carabinieri e si è precipitato con la moglie a Capalbio. Era senza parole quando si è trovato di fronte alla fettuccia bianca e rossa che delimitava l’accesso alla dependance dove ieri mattina hanno fatto i rilievi i carabinieri del nucleo operativo, guidati dal colonnello Matteo Orefice, coordinati dal sostituto procuratore Valeria Lazzarini, che ha disposto il sequestro di quelle stanze.

Nessuno, tra le persone vivine alla coppia, avrebbe mai potuto nemmeno lontanamente immaginare un epilogo del genere. Probabilmente fino a pochi giorni fa non c’era stato alcun motivo di contrasto tra i due. Almeno, né Adrian, né Madalina avevano parlato di problemi che potevano riguardare il loro matrimonio. Forse il trentottenne aveva manifestato l’intenzione di licenziarsi e di tornare a vivere in Romania dove la coppia era stata per un mese, la scorsa estate. «Se così fosse, immagino che Madalina si sia opposta - dice ancora il proprietario della casa dove la donna lavorava - Ma una reazione del genere è comunque inimmaginabile, soprattutto per un uomo come lui».

La famiglia presso la quale lavorava la trentaduenne ieri mattina si è preoccupata subito. «Doveva essere da noi alle 8,30 - dice ancora l’uomo, che non riesce a trattenere le lacrime - alle 9 ancora non era arrivata: lei è sempre stata puntualissima, non ha mai ritardato nemmeno di un minuto. Ho chiesto a un mio collaboratore di informarsi, temevo che non stesse bene. Mi ha detto che era morta, che era stata uccisa. Per la nostra famiglia è stato come perdere una persona di casa: le volevamo davvero un gran bene».

(Ha collaborato Ivana Agostini)