È un Pesce Re da record quello tirato su da Piero Marchetti: pesa ben 42 chilogrammi

Emiliano Pericoli mostra nella cucina del suo ristorante il pesce pescato da Piero Marchetti

Si è impigliato nelle reti dell’imbarcazione ed è poi finito al ristorante di Emiliano Pericoli

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Quando Piero Marchetti ha tirato a bordo della sua barca un esemplare di “Pesce Re” non credeva ai suoi occhi: questa specie infatti non è tipica del mar Mediterraneo, e pescarla nelle acque di Maremma è stata una vera rarità. E poi a rendere speciale la cattura, avvenuta davanti alle Marze, sono state le dimensioni davvero eccezionali: l’esemplare pesava oltre 42 chilogrammi.

Marchetti, pescatore professionista, il classico “tramagliaio”, ha poi portato l’esemplare unico di Pesce Re al ristorante “da Emiliano”, con cui collabora da anni. E proprio il titolare Emiliano Pericoli ha poi diffuso la notizia, postando in rete la foto insieme al fantastico pesce direttamente dalla sua cucina, attirando l’attenzione di appassionati pescatori e amici. «Appena rientrato in porto Piero mi ha chiamato – ha raccontato Pericoli, che gestisce uno dei locali più rinomati per mangiare il pesce a Castiglione - e in banchina in pochi minuti la voce di questa cattura si è sparsa in un baleno. Nessuno aveva mai visto un esemplare del genere, in pochi ne conoscevano addirittura la specie e il nome». Il Pesce Re infatti non è una specie che si trova facilmente nelle nostre acque, anzi. L’animale abita principalmente in acque temperate e tropicali, e la sua provenienza può essere l’Oceano Pacifico o il sud dell’Oceano Atlantico, anche in Sud Africa, e si può trovare raramente nel mar Mediterraneo. Tra l’altro anche la cattura è stata particolare visto che il Pesce Re è rimasto impigliato nelle reti e non all’amo di una canna. «La carne del Pesce Re ricorda molto il tonno – ha spiegato ancora Pericoli – un bel rosa carico, di buona consistenza oleosa e compatta. E poi è un pesce coloratissimo, dal corpo ovale e compresso, con le pinne di un arancione intenso che non lasciano dubbi alla sua razza e qualità. In un primo momento avevo pensato di farlo imbalsamare, invece lo sfiletterò e sarà a disposizione per tutti quelli che vorranno assaggiarlo, anche al tempo della pandemia e delle ordinazioni da asporto».


Come sia arrivato nelle nostre acque rimane comunque un mistero: «A quanto raccontano i pescatori, pare che il Pesce Re sia ghiotto di meduse e da noi negli ultimi anni ce ne sono in gran quantità, cosa che potrebbe averlo spinto a seguirle fin sotto costa. Di solito chi lo ha catturato ha poi raccontato di averlo fatto transitando in profondità importanti, qualche centinaio di metri, e invece questa volta è finito nelle reti vicino alla costa». L’ultima battuta è come si può cucinare un esemplare del genere: «Il pesce di solito non ha bisogno di ricette particolari, sarebbe stato l’ideale per una festa, un matrimonio o una ricorrenza speciale, ma con i ristoranti chiusi è impossibile. Però sono sicuro che sarà buonissimo». —