I vaccini antinfluenzali sono terminati: «Ho 81 anni e per me la dose non c’è»

Grosseto, i medici di famiglia chiedono all’Asl di ricorrere a nuovi fornitori. Salvetti (Simg): «Mandiamo a casa pazienti già in ansia»

GROSSETO. Mario (nome di fantasia per tutelare la sua privacy) vive a Castiglione della Pescaia: ha 81 anni e ha avuto un infarto. Vuole vaccinarsi contro l’influenza stagionale. Contatta il suo medico di famiglia, ma è tardi: le dosi sono finite. Ha atteso troppo Mario? In effetti lui avrebbe voluto farsi avanti prima – tant’è che sua moglie, coetanea, il vaccino lo ha fatto – ma è rimasto costretto a casa in quarantena perché aveva avuto un contatto diretto con una persona risultata poi positiva al Covid-19. Non è un caso straordinario quello di Mario, ce ne sono altri a Castiglione della Pescaia, a Grosseto, in tutta la Maremma: negli studi dei medici di medicina generale i vaccini sono terminati, e sono ormai pressoché introvabili – salvo rare eccezioni – nelle farmacie, che, in tutta la provincia di Grosseto, hanno ricevuto – ciascuna – 19 dosi.

Quante ne mancano?


Questo doveva essere l’inverno durante il quale si sarebbe dovuto rendere immune al virus stagionale il maggior numero di italiani, stando ai proclami estivi del ministero della salute e agli obiettivi manifesti della Regione Toscana: anche per consentire ai medici diagnosi più rapide “di esclusione”, vista l’infausta coincidenza per cui i sintomi dell’influenza “classica” sono molto simili a quelli che accompagnano l’infezione da coronavirus. Nonostante la coperta appaia corta, secondo la stima dell’Asl sud est, al termine della campagna vaccinale 2020 si sarà immunizzato il 40 per cento in più di cittadini rispetto al 2019; secondo i medici di famiglia, il 20-30% in più. Resta il fatto che in provincia di Grosseto arriverà – ormai la partita si sta per chiudere – il 20% in meno di dosi di vaccini rispetto a quelle che si attendeva sarebbero arrivate per una campagna vaccinale inedita e da grandi numeri, sempre secondo i calcoli dell’azienda sanitaria. I cittadini si chiedono perché. Ebbene, perché quest’anno è “saltata” quella che era una prassi consolidata: quando il sistema sanitario regionale fa una gara per acquistare 100 vaccini, di solito la società farmaceutica venditrice assicura il 120 per cento delle dosi al medesimo prezzo: è il cosiddetto “quinto d’obbligo”; quest’anno la britannica Gsk ha fornito alla Toscana 100. E stop. Troppe, del resto, erano le richieste anche da altre regioni che per altro, rispetto alla Toscana, si sono mosse molto dopo.

La corsa

«La campagna vaccini è partita subito, appena abbiamo avuto le dosi disponibili – nota Andrea Salvetti(nella foto), medico di famiglia grossetano e presidente provinciale della Simg, la Società italiana di medicina generale – Non è partita con quei numeri che ci aspettavamo. Ogni anno, del resto, aumenta il numero delle persone che vogliono vaccinarsi, grazie al quel processo di sensibilizzazione che la Medicina Generale porta avanti da tempo, e non solo per il vaccino contro l’influenza». A questo si aggiunge la pandemia e lo stato di paura e di ansia in cui essa ha immerso la stragrande maggioranza di noi. «Abbiamo cercato di riservare i vaccini alle persone anziane e maggiormente a rischio – dettaglia Salvetti – ma la medicina generale è una medicina di attesa, non di iniziativa: e pur dando la precedenza agli anziani e alle persone a rischio, proprio perché la gente ha avuto paura ed è corsa a vaccinarsi, le dosi ora sono finite. Noi siamo in grande difficoltà, le farmacie hanno terminato le dosi e a noi non ne danno più, fatta eccezione per una piccola, piccolissima fornitura annunciata per i prossimi giorni e che sarà esclusivamente di Fluad, cioè il vaccino somministrabile solo agli over 75»; è attesa tra il 24 e il 25 novembre l’ultima tranche ai medici di famiglia e ad oggi le dosi ricevute dall’Asl sud est sono state circa 250mila, per Grosseto circa il 25% del totale, ovvero all’incirca 62. 500.

La richiesta

«Cercheremo di ridistribuirci tra noi medici eventuali dosi – aggiunge Salvetti – Ci sono del resto pazienti anziani che sono stati costretti all’isolamento domiciliare e non hanno potuto fare il vaccino. E con una piccola operazione d’iniziativa, stiamo richiamando alcuni assistiti, ad esempio i bronchitici cronici, per somministrare loro la vaccinazione antipneumococcica, che abbiamo ricevuto dopo il vaccino antinfluenzale». Non solo: «Chiediamo all’Asl di attribuirci altre dosi ricorrendo ad altri fornitori – sottolinea Salvetti – che devono essere affidabili, ovviamente. Ci troviamo a mandare a casa pazienti senza il vaccino e che già hanno paura del Covid», e per un medico questo non è accettabile.

 

Aggiornamento dati Asl sud est - 22 novembre

Al netto dell’ultima fornitura di dosi attesa per l'ultima settimana di novembre, all’Asl Toscana sud est non saranno consegnate altre dosi di vaccino antinfluenzale, come anticipato dal Tirreno e come conferma l’azienda sanitaria in una nota del 22 novembre.

All’Asl sud est sono giunte circa 250mila dosi, come anticipato dal Tirreno, 262.300, per la precisione, secondo il dato aggiornato dell’Asl sud est. Altre 21mila dosi di vaccino Fluad saranno distribuite nell'ultima settimana di vovembre – presumibilmente tra il 24 e il 25 – e «in parte saranno destinate – dettaglia l’azienda sanitaria– per completare la copertura vaccinale per tutti gli ospiti delle Rsa».

Si arriverà dunque a quota 283.300 dosi (lo scorso anno erano state 165mila) con l’ultima fornitura, totale che rappresenta l’87% dello “stock” delle dosi che si attendeva sarebbero giunte all’Asl sud est.
«Al momento sembra – conferma l’Asl sud est – che non vi saranno altre consegne di vaccino quadrivalente in quanto la ditta aggiudicatrice della fornitura (la Gsk, ndr) non intende evadere le dosi previste come quinto obbligo della gara regionale», come già anticipato dal Tirreno. –


 

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