Terapia intensiva: saturo anche l’intero secondo modulo da 8 posti

Da giorni ci sono 16 pazienti, ma è pronto il 3° blocco. Per i non-Covid 8 letti (occupati) e 4 a Orbetello 

La terapia intensiva dell’area Covid, all’ospedale di Grosseto, è da qualche giorno a quota sedici ricoverati, il numero di massima occupazione raggiunto a primavera 2020, in pieno picco pandemico.

I primi due moduli da otto letti ciascuno, quindi, sono entrambi occupati e il terzo è già pronto ad essere attivato, nel caso in cui debba accogliere nuovi pazienti affetti da coronavirus e in condizioni tali che non possono essere assisti nel reparto di malattie infettive-pneumologia.


L’organizzazione della terapia intensiva di area Covid, infatti, è ancora quella della prima fase della pandemia: moduli da otto posto letti ciascuno che vengono “aperti” o “chiusi” in base alla necessità con la possibilità di arrivare fino a oltre 60 posti, occupando le aree della nuova ala dell’ospedale, già predisposte per ospitare letti di terapia intensiva.

A fine maggio, quando l’ultimo paziente Covid aveva lasciato il reparto, erano stati comunque lasciati alcuni letti (stessa cosa per le malattie infettive) nel caso si fossero ripresentati altri casi, come poi, purtroppo, è successo e con numeri superiori ad ogni previsione.

Ieri ad esempio, l’area malattie infettive-pneumologia aveva 62 ricoverati, quando il massimo raggiunto mesi fa era stato di 56.

«I numeri non sono tranquillizzanti e indubbiamente l’ospedale è sottoposto a una forte pressione – commenta Gennì Spargi, dal 2017 direttrice della rianimazione del Misericordia – ma siamo pronti a rispondere a ulteriori ricoveri. “Aprire” il terzo modulo significa dotarlo del personale infermieristico necessario all’assistenza (un infermiere ogni due pazienti secondo gli standard internazionali), considerando che la distribuzione degli operatori avviene sempre di concerto con la direzione di presidio, in maniera molto oculata ed elastica, perché dobbiamo assistere anche pazienti no-Covid. Ovviamente il coronavirus è la nostra priorità in questo momento, ma non possiamo trascurare altre emergenze».

Prima della pandemia, la terapia intensiva del Misericordia aveva da otto a dieci posti letto, cui si aggiungevano i sei della sub-intensiva.

Il numero è rimasto pressoché lo stesso (otto posti, al momento tutti occupati), ma i letti sono stati spostati vicino alle sale operatorie, dove si trovava l’Utic, che è tornata nella vecchia sede, al piano dell’ingresso principale del Misericordia.

I sei posti della sub-intensiva, invece, sono stati destinati interamente ai pazienti affetti da coronavirus.

«La terapia intensiva no-Covid è rimasta organizzata come era prima della pandemia – precisa la dottoressa Spargi – cioè in rete con altre strutture. Con la possibilità, quindi, di utilizzare i quattro posti letto di Orbetello o degli ospedali nelle province limitrofe, in modo da garantire l’assistenza in emergenza e per i casi più gravi». —
 

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