I negozi per la pesca possono stare aperti ma in zona rossa è vietato pescare... anzi no

Per la presidenza del consiglio l’attività è sospesa, per il dipartimento dello sport è consentita anche quella amatoriale. Quattro commercianti grossetani scrivono alla ministra: o ci indennizzi o sarà class action

GROSSETO. I negozi specializzati nella vendita di articoli per la pesca possono rimanere aperti – anche in zona rossa da rischio contagio per coronavirus come lo è la Toscana – ma a pesca, nelle zone rosse, non si può andare. Va da sé che nessun acquirente varchi la soglia di queste attività per comprare, ad esempio, esche: quindi zero clienti. Ma anche zero euro da ristoro governativo, visto che gli empori della pesca non sono penalizzati dall’obbligo di restare chiusi. È il paradosso che spunta fuori del decreto firmato dal presidente del consiglio dei ministri il 3 novembre, l’atto con cui l’Italia è stata divisa in regioni gialle, arancioni e rosse. È il paradosso a cui chiedono venga posto rimedio quattro titolari grossetani di negozi specializzati per questo sport: Alessandro Volpi di Master Fish, Michele Giogli di Gigli Pesca, Luca Nencioni di PescaMania, Massimiliano Birelli di Sampei Caccia e Pesca. E lo fanno con un’istanza indirizzata al sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, alla ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova.

Ed ecco gli effetti del paradosso. Per esempio, La capanna del pescatore, uno dei più noti negozi grossetani specializzati in articoli per la pesca, continua ad essere aperto, anche dopo l’entrata della Toscana in zona rossa, in quanto ha un codice Ateco che lo identifica come attività di commercio al dettaglio di articoli sportivi. Nell’allegato 23 al Dpcm del 3 novembre – con cui vengono dettagliate le attività del commercio al dettaglio che possono restare aperte – figura, appunto, “il commercio al dettaglio di articoli sportivi in esercizi specializzati”. «Il mio negozio quindi è aperto – dice il titolare de La capanna del pescatore Gianluca Balestri – ma a chi vendo? La pesca è sospesa». Sul sito della presidenza del consiglio dei ministri, alla risposta a una Faq (acronimo per indicare le domande più frequenti) se sia possibile praticare l’attività venatoria o la pesca dilettantistica e sportiva si legge infatti “no”. E anche il ministero per le politiche agricole avrebbe nei giorni scorsi – dal proprio sito – confermato la medesima linea. Il sì all’apertura per questi negozi specializzati è quindi un nulla osta che sa di beffa: proprio perché non hanno chiuso, «Le attività come la mia – aggiunge Balestri – non beneficeranno dei ristori governativi». Da qui l’istanza inviata dai quattro colleghi a sindaco, governatore e ministra, con cui chiedono «un provvedimento di rettifica e/o integrazione del decreto Ristori che inserisca tra le attività che possono usufruire dell’indennizzo anche le attività di vendita di articoli da pesca». E «con effetto retroattivo dalla data di entrata nella zona rossa della Toscana». Se ciò non accadrà, sono pronti a «una class action per il riconoscimento dell’indennizzo».


I commercianti grossetani di articoli da pesca hanno già ottenuto due aperture di credito. Da parte della consigliera comunale Francesca Pepi che definisce il caso «paradossale» e chiede o che la pesca venga consentita come attività sportiva o che vengano riconosciuti gli indennizzi. E da parte di Confesercenti Grosseto: «Abbiamo già investito della questione il nostro livello regionale – informa Gloria Faragli – Il punto vero è che non si possono attribuire i bonus governativi in base ai codici Ateco: chi presta un’attività all’interno di una filiera che è chiusa, come in questo caso, di fatto non lavora. E di questi casi ce ne sono moltissimi. Serve un correttivo».

E c’è persino un altro aspetto che complica ulteriormente il quadro. «Molti clienti mi contattano – spiega ancora Balestri – perché non hanno capito se la pesca sia sospesa o meno». Il dubbio nasce dalla risposta a una Faq del dipartimento dello sport – È consentita la pesca sportiva? – che entra in rotta di collisione con quanto si legge sul sito della presidenza del consiglio dei ministri, in quanto afferma che «è consentito pescare, sia a livello professionale che amatoriale». A chi dare retta? Insomma, è il caos. 
 

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