Blitz al locale di Capuano, sequestri per 350mila euro

Carabinieri e guardia di finanza hanno messo i sigilli al ristorante all’isola d’Elba. Secondo le indagini, aveva intestato la società di gestione a un prestanome 

Dal giorno in cui gli erano stati concessi gli arresti domiciliari, il commercialista follonichese Evans Capuano aveva scelto l’isola d’Elba, isola della quale è originario e dove ha una casa a Portazzurro.

E lì è rimasto, dopo che i domiciliari gli erano stati revocati e anche dopo la condanna a 12 anni al processo per estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, che si è concluso pochi mesi fa al tribunale di Grosseto. Sull’isola - sostengono i carabinieri del nucleo investigativo della compagnia di Grosseto e i militari del nucleo di polizia economica finanziaria della guardia di finanza - Capuano avrebbe continuato a fare affari, servendosi di un prestanome, Tim Citozi, un trentenne di origini albanesi che vive a Follonica, al quale sarebbe stato intestato il ristorante La Lanterna di Portazzurro. È qui che ieri mattina, i carabinieri del nucleo investigativo, i militari della stazione di Portoferraio e gli uomini delle fiamme gialle, si sono presentati per mettere sotto sequestro la struttura.


L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Anna Pensabene, è cominciata circa un anno fa. Dodici mesi durante i quali carabinieri e finanzieri hanno messo sotto la lente d’ingrandimento tutte le società che in qualche modo potevano far capo al commercialista, difeso dall’avvocato Guiscardo Allescia. Il reato contestato al commercialista follonichese è quello di interposizione fittizia: in sostanza, Capuano avrebbe intestato una serie di società, tra le quali anche quella che gestisce il ristorante di Portazzurro, a Citozi. Sarebbe stato infatti il commercialista ad acquisire la società dell’ex patron del ristorante, morto pochi mesi fa, all’età di ottant’anni. Giorgio Galvani era anziano e aveva perso un figlio cinquantenne pochi mesi prima. Avrebbe per questo deciso di cedere la sua società al commercialista follonichese, che però, visti i guai giudiziari nei quali stava navigando al momento della compravendita, ha deciso di intestarla a un suo uomo di fiducia. Secondo le indagini, infatti, a Citozi e anche a sua moglie, sarebbero stati intestati altri beni ed altre società che però farebbero capo sempre allo stesso Capuano.

Il commercialista, nel corso del tempo, sarebbe riuscito ad accumulare diversi soldi, attraverso un’imponente movimentazione di denaro che - secondo i risultati delle indagini - poteva derivare da evasione fiscale e da altri reati contro l’economia e il patrimonio, reimpiegando successivamente le somme illecitamente accumulate in acquisti di beni mobili, immobili e quote societarie mediante simulazione di intestazioni e trasferimenti a favore di prestanome per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale.

L’attività sequestrata su ordinanza del giudice Giovanni Muscogiuri, secondo i calcoli fatti da finanza e carabinieri, compresa anche la concessione demaniale di un tratto di spiaggia, avrebbe un valore di circa 350mila euro. Al commercialista quindi, oltre che il ristorante, sono stati messi sotto sequestro conti corrente e beni mobili e immobili per lo stesso valore.

Beni che ora verranno affidati ad un amministratore giudiziario affinché ne venga proseguita, questa volta in maniera lecita, l’attività economica. —


 

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