Focolaio al Geriatrico di Roccastrada, ventotto contagiati tra ospiti e personale

L’ingresso dell’Istituto Geriatrico di Roccastrada

Il 3 novembre erano tutti negativi. Il virus colpisce per la seconda volta una donna già positiva (e guarita) nello scorso aprile

ROCCASTRADA. Salgono a 28 (tra cui una recidiva) i casi di positività al coronavirus all’Istituto geriatrico Madonna del Buon Incontro di Roccastrada, dove si contano 76 ospiti - suddivisi in moduli a seconda del livello di autosufficienza e delle condizioni di salute - e oltre 50 dipendenti.

Un dato - quello comunicato ieri sera dall’Asl Sud Est - che supera anche il record di marzo/aprile, quando l’epidemia toccò una ventina di persone tra ospiti e personale, tra cui la vicesindac« di Roccastrada Stefania Pacciani, dipendente della struttura.

Ora la Rsa si ritrova a fare i conti con l’emergenza. La buona notizia è che al momento i contagiati sono tutti asintomatici o con sintomi lievi (tranne un’anziana, ricoverata al Misericordia), costantemente seguiti dalla medicina di base e distrettuale: il dottor Giulio Santi e le dottoresse Irlanda Pighini e Anna Rita Dos Santos Pacheco.

«Al 3 novembre scorso - sono parole del direttore Roberto Fenili - non avevamo ospiti positivi, né operatori. I tamponi di quel giorno risultarono tutti negativi. Qui siamo sempre stati molto attenti, più realisti del re, se è vero che abbiamo chiuso alle visite dei familiari 15 giorni prima dell’obbligo imposto dal Dpcm e dall’ordinanza del presidente della Regione Eugenio Giani. Eppure - e questo offre la misura di quanto è subdolo il virus - oggi siamo di nuovo in una situazione difficile, in evoluzione».

È del 5 novembre il primo caso della "seconda ondata" registrato al Geriatrico di Roccastrada. La positività di una inserviente che, prestando servizio non a diretto contatto con il resto del personale e con gli ospiti della struttura, portò all’isolamento domiciliare di una collega che lavorava nel servizio refezione.

Poi il 6 novembre un’operatrice sanitaria, che era risultata negativa al test di controllo dei giorni precedenti, manifestò sintomi influenzali e fu subito messa in quarantena, in attesa dello screening. L’esito positivo del tampone fece scattare nuovi controlli e tracciamenti. Da quel momento la situazione è precipitata. In una settimana i contagi si sono moltiplicati. E tra i nuovi malati anche una recidiva: una donna ottantenne (arrivata di recente da Scansano) che si era già ammalata e negativizzata ad aprile.

Roberto Fenili, che ha la madre positiva e asintomatica, ribadisce quanto detto nei giorni scorsi: «Da parte nostra, oltre alla massima attenzione alle regole e all’applicazione dei protocolli previsti dalle indicazioni nazionali e regionali, che tra le altre cose implicano il tampone ogni due settimane, controlliamo la temperatura e lo stato di salute dei nostri ospiti tre volte al giorno. La nostra Rsa è grande, spaziosa, pronta per qualsiasi evenienza, con moduli di isolamento e molte camere singole. Proprio in queste ore, dopo la comunicazione dell’Asl Sud Est, stiamo facendo alcuni trasferimenti in altre aree della struttura».

Mentre Fenili parla con il Tirreno arrivano le ultime refertazioni. I contagi passano da 18 a 20. «La gestione delle camere, come detto, non è un problema - ribadisce il direttore - e rappresenta un sollievo, al momento, l’asintomatologia della stragrande maggioranza dei casi. Devo dire anche che sta funzionando bene la sinergia tra medicina di base e Asl. Ci sentiamo seguiti, monitorati e ringrazio quanti stanno facendo un grande sforzo di affiancamento sanitario alla struttura, che ovviamente è un po’ in sofferenza per le defezioni nell’organico».