Santi il buttero che salvò gli animali a prezzo della vita

Mentre gli abitanti di Braccagni si sono mobilitati per dedicargli un monumento, i bisnipoti del caseificio Quadalti gli hanno dedicato una linea di etichette

GROSSETO

Santi Quadalti aveva 54 anni quella tragica mattina del 4 novembre, quando l’Ombrone ruppe gli argini a sud di Grosseto e le acque cominciarono la loro corsa verso la città. In breve le campagne circostanti furono allagate, anche a nord del centro abitato e Santi era buttero proprio in quella zona, alla fattoria degli Acquisti, a Braccagni.


Sposato con Caterina, aveva tre figli già grandi Domenico, Mara e Abramo. Amava il suo lavoro, le sue bestie e sapeva bene che rappresentavano anche il pane da mettere in tavola ogni giorno, tanto da perdere la vita nell’estremo tentativo di salvarle. Fu travolto dall’acqua proprio mentre cercava di aprire il cancello e liberare la mandria per dare agli animali una possibilità di mettersi al sicuro, seguendo l’istinto di sopravvivenza. Quell’acqua di cui la moglie Caterina aveva tanta paura, come racconta oggi la nipote, figlia di Abramo, e che lo portò via ai suoi affetti. Per quel gesto generoso, il primo giugno del 1967, la Camera di commercio di Grosseto insignì Sante della medaglia d’oro alla memoria, per la fedeltà al lavoro.

Intorno al ricordo di questa figura, si è mossa un’associazione di cittadini di Braccagni che da anni sta lavorando per dedicargli un monumento nello spiazzo davanti alla chiesa. Intanto un’idea originale l’hanno avuta i bisnipoti, Graziano, Tiziano, Michele e Pier Giovanni (Santi era il fratello del loro nonno), titolari del caseificio Quadalti ad Arcille, a Campagnatico. In ricordo di zi’Santi hanno pensato a una nuova linea di etichette per i loro formaggi che lo rappresentano sul suo amato cavallo.

Realizzate dall’agenzia comunicazione Internetfly di Grosseto, sono in esclusiva per Conad. Il 7 e l’8 novembre l’azienda presenterà tutta la linea di produzione dei formaggi nei tre supermercati della città. — l.s.