Il Tar ha bocciato il parere di Anac. Piscina, regolare l’aggiudicazione

L’affidamento alla Olimpic Nuoto Napoli della gestione della piscina comunale di via Lago di Varano è del tutto legittimo

L’affidamento alla Olimpic Nuoto Napoli della gestione della piscina comunale di via Lago di Varano è del tutto legittimo.

Il Tar del Lazio, infatti, ha accolto il ricorso del Comune di Grosseto contro il parere di precontenzioso emesso dall’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, che aveva sostenuto l’illegittimità dell’aggiudicazione poiché aveva ritenuto non conforme alla legge la clausola del bando di gara che riconosceva al concessionario, in possesso dei requisiti necessari allo svolgimento del servizio, la possibilità di appaltare interamente a terzi i servizi tecnici e le lavorazioni previste negli atti di gara.

La gara era stata aggiudicata a settembre dello scorso anno alla società sportiva dilettantistica Olimpic Nuoto Napoli e al secondo posto si era classificata la società sportiva dilettantistica Virtus Buonconvento. La Virtus aveva contestato l’affidamento e aveva presentato all’Anac l’istanza per ottenere un parere di precontenzioso. Virtus contestava il fatto che fossero stati violati i limiti quantitativi consentiti dalla disciplina del subappalto. In particolare veniva contestato il fatto che l’operatore economico avesse dichiarato di appaltare interamente a terzi le attività di progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, oltre a tutte tutte le lavorazioni da eseguire. In sostanza, secondo Virtus Buonconvento le prestazioni che Olimpic intendeva affidare a terzi costituivano oggetto della concessione e non potevano essere esternalizzate.

L’Anac, il 13 novembre 2019 ha emesso un parere vincolante che accoglieva la tesi di Virtus Buonconvento e il Comune di Grosseto ha fatto ricorso al Tar del Lazio che ha dato ragione all’ente e alla Olimpic che, nel frattempo si era unita al ricorso. Di fatto, in un caso come questo - una concessione "mista" di servizi e lavori - la normativa consente che l’aspirante concessionario, che non sia in possesso dei requisiti richiesti per l’esecuzione di lavori, possa farli eseguire da altri soggetti qualificati. La Olimpic, infatti, era in possesso di tutti i requisiti per la gestione dell’impianto e, pur non avendo, direttamente, i requisiti per l’esecuzione dei lavori di riqualificazione energetica, li avrebbe garantiti attraverso il soggetto che sarebbe stato stato selezionato da tale aggiudicataria per fare quei lavori.

Il Tar ha bocciato, dunque, la tesi dell’Anac per cui Olimpic, già in fase di gara, avrebbe dovuto dimostrare il possesso dei requisiti di qualificazione per l’esecuzione dei lavori. La concessione, dunque, è pienamente operativa. Anche se la piscina, al momento, è chiusa a causa dell’emergenza Coronavirus. La durata della concessione è ventennale e il valore totale è stimato in quasi 9 milioni di euro al netto dell’Iva, mentre l’importo totale dei lavori oggetto della concessione è stimato in poco meno di 250mila euro più Iva.

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