È morto Luzzetti, ingegnere e architetto. Le sue opere narrano la storia della città

Mario Luzzetti nel 2008 con l'allora sindaco Emilio Bonifazi in visita allanuova ala del Tribunale di Grosseto

Progettò l’ospedale di Grosseto, il palazzo della Procura. Sua la piscina coperta per papa Giovanni Paolo II a Castel Gandolfo.

Grosseto. Aveva 92 anni Mario Luzzetti, ingegnere e architetto, rotariano da oltre mezzo secolo. Si è spento il 29 ottobre nella sua abitazione, circondato dall’affetto dei familiari, a partire dai figli Cecilia e Lorenzo. È una carriera senza eguali la sua, con successi professionali in Maremma e occasioni di lavoro nazionali e internazionali. Con i suoi progetti, ha segnato la linea urbanistica e la storia di Grosseto degli ultimi 60 anni. Il review della sua vita è una formidabile opportunità per ripercorrere i cambiamenti vissuti dalla città.

Mario Luzzetti si laurea in ingegneria civile all’Università di Pisa nel 1952, poi in architettura a Firenze nel 1969. Nel 1956 vince il concorso di progettazione del Foro Boario, a Grosseto, un moderno (per l’epoca) centro bovino e suino per contrattazioni ed esposizioni di bestiame. È la prima opera importante, che ottiene elogi e riscontri su riviste specializzate e tra i colleghi più affermati. Nel 1959, anno d’inaugurazione del Foro Boario, l’ingegnere riceve l’incarico di progettazione del nuovo ospedale di Grosseto, lungo la via Senese, insieme all’ingegner Umberto Tombari. L’esperienza maturata nel settore sarà poi applicata anni più tardi nell’ampliamento dell’ospedale di Castel del Piano .


Tra il 1960 e il 1965 progetta e dirige il restauro della Badia Ardenghesca, nel comune di Civitella Paganico, poi quello della cattedrale di Pitigliano e della chiesa dei santi Pietro e Paolo, a Roccalbegna. Sono anni di grande “produzione”. Nel 1964 partecipa e vince il concorso nazionale per la progettazione del Mercato coperto di Chioggia, insieme al professor Alfonso Stocchetti della facoltà di architettura dell’Università di Firenze. E proprio con Stocchetti parteciperà anche al concorso per la realizzazione del padiglione italiano all’Expo di Osaka.

Sempre tra il 1960 e il 1965, immagina e progetta – con il professor Aldo Mazzolai – il recupero del Cassero Senese delle Mura Medicee. Si dedica inoltre alla valorizzazione del museo archeologico e si impegna, nel poco tempo libero, per far crescere i sodalizi musicali e corali della città. Tornando alla sua esperienza professionale, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, dirige i lavori per la costruzione delle scuole medie di Porto Santo Stefano (1968) e Scansano (1970). Quando, nel 1971, il Provveditorato delle opere pubbliche della Toscana finanzia la realizzazione di un edificio che dovrà ospitare gli uffici finanziari e del Tesoro di Grosseto, Luzzetti è in pole per la progettazione. Nel 1972 un altro progetto: l’albergo termale del Petriolo, su committenza della Lloyd Adriatico.

Il 1979 è un anno di svolta, perché prende avvio la decennale collaborazione con l’impresa di Natale Lorenzini. La fama di Luzzetti lo precede a Roma. Si occupa così della realizzazione e/o rivisitazione una serie di edifici per il ministero delle Poste, nella capitale, ma anche a Rieti, Viterbo, Perugia, Terni, Arezzo, Siena. Il 1979 è anche l’anno in cui realizza a Castel Gandolfo, la piscina coperta per papa Giovanni Paolo II, su incarico della Città del Vaticano. In città, invece, disegna e realizza l’edificio che ospiterà la Banca Popolare dell’Etruria a Grosseto.

Nessuno rimane sorpreso quando il comune di Grosseto lo nomina presidente della commissione beni ambientali dell’area grossetana. Gli Anni Ottanta si aprono con l’aggiudicazione del primo premio al concorso nazionale di progettazione del Palazzo di Giustizia di Crema. E sempre, in tema di edilizia giudiziaria, porta la sua firma il palazzo che ospita ancora oggi la Procura della Repubblica, in viale Monterosa, ampliato poi, sempre su suo progetto, nel 1991. Dieci anni dopo fu incaricato dal comune di Grosseto di redigere il progetto dell’ampliamento del tribunale cittadino.

Nei primi Anni Novanta, committente la Società Anonima Capalbio Redenta Agricola (Sacra), progetta a Capalbio il recupero di numerosi casali con destinazione abitativa e interviene anche all’interno della torre del Lago di Burano. Nel 1992 la riconversione, con funzioni abitative, dell’antico complesso della fattoria e della chiesa di San Giovanni, a Grosseto, da un’idea di Manlio Brozzi. Per Brozzi aveva già progettato negli Anni Settata lo stabilimento Mabro. Tra le perle di questo periodo il recupero, per l’Azienda agricola di Alberese, del Granaio Lorenese di Spergolaia, trasformato in sala congressi.

Non sono previste cerimonie: il celebre professionista sarà cremato. –
 

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