«Siamo chiusi per Covid»: hotel fermo per un anno

Grosseto, la struttura che sorge accanto alla stazione ha calato le saracinesche a marzo. Riaprirà nello stesso mese del 2021. Il proprietario: «Il virus ci ha ammazzati»

GROSSETO. Secondo albergo chiuso, a Grosseto, per via dei devastanti effetti del Covid. Oltre al grand hotel Bastiani, c’è anche l’albergo in piazza della stazione.

«Comunichiamo ai nostri gentili ospiti che, causa emergenza sanitaria, l’hotel Nuova Grosseto rimarrà chiuso fino a data da definire». L’avviso, quattro righe in tutto, è attaccato sulla vetrata dell’hotel Nuova Grosseto. Stesso messaggio leggiamo aprendo il sito web, www.hotelnuovagrosseto.com, dove compare un flash che avverte della chiusura, con la motivazione legata alla pandemia. Chi voglia prenotare trova le porte sbarrate; comunque il sito è visitabile e offre uno spaccato corredato di foto su sala colazione, sala meeting, bar h24, sala lettura, convenzioni, parcheggio, struttura pet friendly: il portale offre un campionario di servizi di alta qualità, che negli anni hanno soddisfatto perlopiù una clientela/viaggiatrice, in transito a Grosseto per lavoro, o anche i vacanzieri che volessero alloggiare in una struttura attaccata alla stazione, ripartendo poi per altre mete. Insomma, l’hotel Nuova Grosseto, un ottimo 3 stelle, è sempre stato un punto di riferimento della città per il settore dell’accoglienza di qualità: sorge accanto alla scalo ferroviario, affacciandosi in via Mameli, a due passi dal centro storico.

E ora? La struttura è chiusa. Per un anno. Ha calato i battenti a marzo di quest’anno, li riaprirà a marzo 2021. Un anno intero «causa Covid», appunto, come dice senza mezzi termini Rossano Ciani, il direttore e proprietario della struttura alberghiera, la cui gestione affonda le radici a 30 anni fa grazie a lui e al padre, purtropo scomparso. Cosa sia successo, è facile immaginarlo. «A metà novembre - racconta Ciani - il Covid mi ha fatto chiudere. In condizioni normali non avrei fatto mai niente del genere, ovviamente. L’albergo andava più che bene, "macinava"; i conti erano a posto, la clientela mai mancata, io mi facevo il mio stipendio; lì dentro lavora anche mio figlio». Insomma, un’ottima impresa e nulla che lasciasse presagire il peggio, come poi è stato. «Perché a un certo punto è arrivata questa pandemia e abbiamo dovuto chiudere, nel senso che non potevamo restare aperti, non aveva senso, non era opportuno. Questo Covid mi ha ammazzato; è stata l’epidemia a farci calare le saracinesche. Siamo stati obbligati a farlo perché non veniva più nessuno, la clientela si è azzerata, non c’era più traffico, la gente non viaggiava più; e se anche ci fosse stata e fosse insorta qualche quarantena, sarebbero stati guai. Quando esplose l’epidemia io vidi la mala parata e dissi subito a tutti: "se tutto va bene riapriamo tra un anno". E così è stato e sarà: non era proprio il caso di continuare».

Quindi arrivederci a marzo prossimo. Per la struttura è stata concesso un anno di sospensione dell’attività, a decorrere da marzo 2020, dunque le porte si riaprono nello stesso mese del 2021, ovviamente incrociando le dita che tutto possa procedere per il verso giusto e sperando che il futuro sia migliore della situazione attuale. Da capire, dopo un anno di mancati introiti e di stop, la situazione che si prospetterà anche dal punto di vista lavorativo, per gli 8 dipendenti che finora hanno lavorato in albergo. «Siamo sempre stati strategici, un punto di riferimento per i viaggiatori», dice Ciani. «Prendemmo questo albergo con la mia famiglia, era un vecchio hotel ormai chiuso. Lo mettemmo a posto e lo riaprimmo nel ’90». La struttura negli anni era decollata. Poi il disastro che ha piegato tutti.

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