“Vaccino day”, in troppi in fila all'ex ospedale: i carabinieri fermano l’iniziativa

Più di cento persone davanti all’ex ospedale a Scansano. La campagna verrà riprogrammata tra pochi giorni 

SCANSANO. Due giornate per distribuire i vaccini a Scansano, organizzate da tre medici di famiglia del borgo del Morellino con la collaborazione dell’Asl Toscana Sud Est e con i volontari della Misericordia di Roccastrada.

La prima, sabato mattina, quando però, all’ex ospedale, si sono presentati i carabinieri che d’accordo con il sindaco Francesco Marchi, hanno deciso di interrompere le vaccinazioni: sulla strada c’erano troppe persone, molte delle quali con la mascherina. Ma lo spazio non era comunque sufficiente per garantire la sicurezza di chi - soprattutto anziani - era arrivato in centro per farsi vaccinare. «Una decisione questa che sapevamo essere fallimentare - dice il consigliere comunale Pasquale Quitadamo - Centralizzare le vaccinazioni a Scansano, costringendo anche gli anziani delle frazioni a fare decine di chilometri per poter fruire di un servizio indispensabile è stato sbagliato. Senza scaglionamenti, senza utilizzare gli orari degli ambulatori locali, senza considerare le necessità degli assistiti, è stata creata la inevitabile coda esterna. Pur se le persone indossavano tutte le mascherine, erano tante in spazi strettissimi».

Alle 10,30 i medici si sono dovuti fermare, dopo che sono arrivati i carabinieri della stazione che avevano già avvisato il sindaco. In via Diaz c’erano anche gli agenti della polizia municipale, che, insieme ai carabinieri, hanno cercato di far mantenere le distanze alle persone. Anziani, uomini e donne con qualche difficoltà motoria, qualcuno con le stampelle, qualcun altro costretto a sedersi per aspettare il proprio turno. I carabinieri, dopo aver avvertito il sindaco di Scansano, hanno deciso di interrompere la campagna di vaccinazioni che sarà riprogrammata nei prossimi giorni. Oltre che ieri, si sarebbe dovuta svolgere anche sabato prossimo, ma i medici di famiglia ora, insieme all’Asl e al Comune, rimoduleranno il servizio, procedendo probabilmente in ordine alfabetico, per evitare nuovi assembramenti.


«Il problema è stato generato da chi ha deciso questa organizzazione e da chi non lo ha impedito prima di stamane. Autorità civili e sanitarie - dice ancora Quitadamo - Non basta dare un numeretto o fornire le transenne, le persone che si sono presentate erano poche centinaia, come si pensava di vaccinarne migliaia? Ai funerali non si può partecipare in più di 30 persone, ai matrimoni neanche e invece le autorità sanitarie e civili hanno organizzato una “chiamata” di centinaia e centinaia di persone, senza scaglionamenti. Facile dare la responsabilità a chi è arrivato in numero elevato, colpevolizzare chi attendeva al freddo e dare la colpa a chi ha cercato di fare rispettare la legge».

In serata, è arrivata anche la risposta dell’Asl Toscana Sud Est alle parole del consigliere comunale, che attribuisce tutta la responsabilità dell’organizzazione dell’iniziativa ai soli medici di famiglia. «La campagna di vaccinazione antinfluenzale è, come da indicazioni regionali, di competenza dei Medicina di medicina generale e dei Pediatri di libera scelta - scrive l’Asl - che devono naturalmente garantire il rispetto di tutte le misure anticontagio previste dalla normativa. L’Azienda è chiamata a intervenire, anche su preciso richiamo regionale, qualora i medici abbiano difficoltà in merito alla adeguatezza degli spazi e del personale, a loro supporto. Le scelte organizzative sono della medicina generale».