Assessore regionale alla sanità? Per Marras concorrenza senese

Giani dovrà decidere tra il recordman grossetano di preferenze e Simone Bezzini. C’è anche l’ipotesi presidenza del Consiglio, che deluderebbe il territorio 

GROSSETO. Iniziamo dalle certezze: Leonardo Marras, dal 2015 al 2020 capogruppo del Pd in consiglio regionale, recordman di preferenze alle elezioni del 20 e 21 settembre scorso, avrà un ruolo di primo piano nel nuovo governo della Regione Toscana. Sono ore decisive per la composizione della giunta; il neogovernatore Eugenio Giani la presenterà lunedì, in occasione della prima assemblea dell’undicesima legislatura. Marras ne farà parte al 99, 9 per cento.

«Sì, me lo aspetto in forza del risultato ottenuto – dice Marras – ma anche per quanto fatto da capogruppo negli ultimi cinque anni. Sono sereno. Ovviamente avrei delle preferenze rispetto alle deleghe, ma Eugenio sa cosa penso...».


Marras non lo dice apertamente, ma punta all’assessorato alla sanità. Per quella delega la corsa è con il senese Simone Bezzini (zingarettiano), che al momento appare favorito in forza delle solite correnti e sottocorrenti che scorrono nel Pd e puntualmente condizionano scelte e passaggi di questo tipo.

Se per Marras dovesse saltare l’assessorato alla sanità, Giani lo caricherebbe comunque di altre deleghe importanti: agricoltura (che era di Marco Remaschi), ma si parla anche di attività produttive e turismo (che deteneva Stefano Ciuoffo).

In ultima ipotesi – ed è la novità delle ultime ore – Marras potrebbe anche ricoprire il ruolo che fu di Giani, quello di presidente del consiglio regionale. In questo caso, però, salterebbe la “promozione” di Donatella Spadi (seconda nel listino Dem grossetano) e qualche reazione sul territorio è lecito aspettarsela.

Sono questi, in estrema sintesi, i rumors che rimbalzano da Firenze. A Grosseto, in Maremma, dove oltre 18mila persone hanno scelto l’ex presidente della Provincia, c’è attesa per conoscere quale “premio” verrà dato a Marras per il suo clamoroso risultato.

Il nodo resta la sanità, l’assessorato più pesante in termini di finanze e potere decisionale, il ruolo in cui “maturano” i futuri presidenti. Giani, a differenza di Enrico Rossi (che ha sempre continuato a mettere bocca nelle scelte di Stefania Saccardi), ha detto di volere un assessore forte e non ha escluso un interim fino a gennaio sulla sua persona. Il nome, di sicuro, sarà del Pd.

Per quanto riguarda le altre caselle, le donne saranno tre: le Dem pisana Alessandra Nardini e la fiorentina Monia Monni, con quest’ultima quasi certamente all’ambiente, più Serena Spinelli della Sinistra civica ecologista. Gli altri uomini, oltre al già citato Marras e al senese Bezzini, saranno il lucchese Stefano Baccelli (vicino al capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci), Giacomo Bugliani di Massa e il confermato Ciuoffo. Un discorso a parte merita Italia Viva, con Renzi che – si racconta – starebbe facendo pressing per un assessorato rappresentativo, tipo urbanistica e/o infrastrutture. Il tridente di Iv è composto dall’esterna Titta Meucci e dagli eletti Stefano Scaramelli e Saccardi. Infine la presidenza del consiglio regionale. Se la giocano due aretini: l’ex assessore alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli (in alternativa capogruppo Pd) e Lucia De Robertis, già vicepresidente dell’assemblea. Resterà al suo posto il deus ex machina Ledo Gori, capo di gabinetto di Rossi, riconfermato, mentre Giani, con il nuovo assessore alla salute, metterà mano da subito all’avvicendamento di una trentina di figure apicali della sanità. –