Spara tre colpi con il fucile da caccia e ferisce un ragazzo di 22 anni nel bosco

Pattuglie dei carabinieri: le indagini sono affidate ai militari

Il giovane è ancora ricoverato all’ospedale di Grosseto: si cerca l’aggressore

FOLLONICA. La stessa arma, un fucile da caccia caricato con cartucce a pallini, tre colpi esplosi contro un ragazzo di soli 22 anni e anche la stessa scena del crimine: una zona boschiva, dove probabilmente la vittima stava spacciando. A distanza di un mese dalla tragedia di Cernaia, dove Filippo Guerra, 46 anni, ha fatto fuoco uccidendo con un colpo di fucile al volto Abdelilah Dakir, 22 anni, anche lui originario del Marocco, nei boschi alle porte di Follonica, il copione si è ripetuto. Questa volta però, la persona che ha fatto fuoco non ha colpito il giovane marocchino in punti vitali, ma lo ha ferito in maniera molto grave soprattutto alle gambe.

Il ragazzo è ancora ricoverato all’ospedale Misericordia. Parla poche parole d’italiano, non ha una residenza stabile e con ogni probabilità - è il sospetto degli investigatori - era arrivato in Maremma da poco.


Cosa sia successo nei boschi alle porte di Follonica, dove probabilmente il 22enne aveva trovato rifugio, come tanti altri ragazzi arrivati dal nord Africa senza permesso e senza documenti per andare a rimpolpare le fila della manovalanza dello spaccio in Maremma, ancora è tutto da ricostruire. I carabinieri della Compagnia di Follonica e i militari del nucleo investigativo stanno svolgendo indagini serratissime. Quello che è certo, è che una decina di giorni fa, intorno alle 20, è arrivata una telefonata alla centrale operativa del 118 per chiedere aiuto. C’era un ragazzo ferito che aveva bisogno di cure. Quando l’ambulanza è arrivata sul posto ha trovato il ragazzo in un lago di sangue, ferito da quei tre colpi di fucile che però non sarebbero stati sparati per ucciderlo. Con un’arma del genere infatti, a distanza ravvicinata, è difficile sbagliare la mira.

Il ventiduenne è stato caricato sull’ambulanza e portato all’ospedale Misericordia con ferite molto profonde, soprattutto alle gambe. È stato sottoposto a un intervento chirurgico il giorno dopo, per rimuovere i pallini ed è ancora ricoverato all’ospedale di Grosseto.

A dare l’allarme sarebbe stato un altro giovane nordafricano, probabilmente amico del ragazzo che la sera in cui è successa la sparatoria sarebbe stato anche lui in quella zona, terreno di spaccio. Il ragazzo avrebbe visto il ventiduenne a terra e avrebbe chiamato un altro connazionale che parla meglio in italiano; sarebbe stato quest’ultimo a chiedere l’intervento dei soccorritori.

Il ragazzo è stato portato poi al Misericordia, dove è partita la segnalazione ai carabinieri che si sono messi subito a dare la caccia all’uomo che ha fatto fuoco, ferendo il giovane nordafricano.

C’è un fascicolo aperto contro ignoti, per ora, sulla scrivania del sostituto procuratore Anna Pensabene che sta coordinando le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo del comando di Grosseto insieme a quelli della Compagnia di Follonica che hanno già fatto diversi sopralluoghi nella zona boschiva dove si è consumata l’aggressione. La caccia all’uomo è cominciata e i carabinieri stanno battendo tutte le piste possibili, anche se quella più probabile potrebbe essere tracciata proprio nel mondo dello spaccio di droga. Il ventiduenne infatti in quello spicchio di bosco probabilmente vendeva droga e non è escluso che la sparatoria sia maturata proprio in quel contesto.

È impressionante la quantità di analogie tra questa aggressione e l’omicidio che si è consumato a Cernaia il 20 agosto. Una su tutte: l’arma utilizzata, il fucile da caccia, lo stesso utilizzato per ammazzare Dakir, anche lui 22enne come il giovane marocchino ora ricoverato in ospedale. Arma che comunque non è comune tra i nordafricani, che spesso regolano i loro conti con coltelli o machete. Arma che, come appunto scoperto a Cernaia, potrebbe essere appartenuta a un italiano, anche se per il momento le bocche degli investigatori che stanno svolgendo le indagini, restano cucite.