Addio a Lorenzo Pastorelli, il “corriere del Tirreno”

Lo storico distributore di quotidiani per l'Amiata è morto prematuramente. Amatissimo e ben voluto, aveva 70 anni

BACCINELLO. Come ogni mattina, come faceva da trent’anni, domenica scorsa Lorenzo Pastorelli si è alzato nel cuore della notte. In una Grosseto sprofondata nel sonno, ha preso il suo carico di quotidiani e si è avviato verso l’Amiata, un viaggio di circa un’ora per portare alle edicole i giornali, per consegnare alla montagna l’informazione di qualità. Un lavoro duro, faticoso, a orari impossibili. Ma che Lorenzo amava, così tanto da non sentire ragioni: non lo avrebbe mollato per niente al mondo. Del resto quel lavoro era la sua identità: “il corriere del Tirreno”, lo chiamavano, dal nome del nostro giornale.

Lorenzo era un anello di quella catena dell’informazione che parte dalle cronache raccolte dai giornalisti e passa dal lavoro di una lunga filiera, invisibile ai più perché si muove di notte, appena chiuse le edizioni: dagli stampatori ai distributori, dai corrieri agli edicolanti. Lorenzo era l’anello che collegava questo sistema all’Amiata.


Domenica, però, è stato il suo ultimo viaggio. Durante il consueto giro di consegne, un piccolo incidente lo ha costretto a fermarsi nei pressi di Santa Fiora. Era finito con una ruota dell’auto in fossetta, niente di grave. Aveva avvisato l’edicolante di Arcidosso, Cristian Neri, che avrebbe ritardato un po’ e che, anzi, forse era il caso di mandare qualcuno a prendere i giornali lì sul posto. Ma d’improvviso ha accusato una fitta al petto. Un infarto non gli ha lasciato scampo.

Si è accasciato ed è morto. Se n’è andato così non solo lo storico corriere dei giornali, ma un personaggio amatissimo in tutto il comprensorio amiatino, «una di quelle persone che rimangono impresse», lo piange l’amico Adriano Crescenzi.

Nato a Baccinello (Scansano) il 12 ottobre 1950, Pastorelli era sposato e aveva due figli: Davide, avuto dalla prima moglie Licia, e Ljudmilla, avuta con l’attuale consorte Alla. Da decenni viveva a Grosseto, ma tornava ogni domenica a Baccinello, dove vivono il fratello Paolo e la mamma.

«Tutti lo ricordano con affetto, gli edicolanti e i lettori che aspettavano proprio lui per iniziare la mattinata commentando le notizie fresche di stampa. Per tutti aveva un sorriso, una parola semplice e arguta, una battuta condivisa», dice ancora Crescenzi.

Impegno e grande abnegazione erano le sue caratteristiche indiscusse. «Mi alzo alle tre del mattino – diceva spesso – tutti i giorni e in trent’anni non ricordo di avere fatto un giorno di ferie, ma sono contento lo stesso».

«Arcidosso, Castel del Piano, Santa Fiora hanno perduto una figura storica – dice ancora Crescenzi – un estimatore della montagna e un amico per molti, che lo ricorderanno sempre con la sua berretta cremisi, sbarazzina come il suo sguardo. Tutti noi che lo abbiamo conosciuto lo ricordiamo con tanto affetto». E con affetto lo ricorda anche la redazione del Tirreno. I funerali si sono svolti lunedì 21 settembre. Lorenzo Pastorelli riposa ora nel cimitero di Baccinello. —