Marras: «Un assessorato per me? Non rispondo, ma ho comunque delle aspettative»

Il re toscano delle preferenze indicato a più voci come componente della squadra di Giani. «Non gli farò alcuna pressione» 

GROSSETO. Due anni dopo il ko subito alle Politiche nel collegio uninominale grossetano-livornese – era il 4 marzo 2018 – Leonardo Marras riscatta quella bruciante sconfitta nel modo più sorprendente, risultando il candidato con il maggior numero di preferenze della consultazione regionale: oltre diciottomila voti personali, un’indigestione di consenso, che ne attesta definitivamente la leadership non solo a livello provinciale. Marras ieri sera ha parlato per una mezz’ora davanti al taccuino del Tirreno: «Sono sorpreso, felice, carico di responsabilità, ma sereno» .

Come spiega questa ondata di consenso personale, nonostante il Pd e gli alleati restino molto indietro, rispetto al centrodestra, in tutta la Maremma e a Grosseto città? Se l’aspettava?


«No, sinceramente no. Speravo al massimo di ripetere il risultato di 5 anni fa. Invece lo abbiamo quasi raddoppiato. Ciò che avverto è una forte identificazione in me da parte di un’ampia fetta di elettorato, che va oltre il Pd, un apprezzamento verso la persona, anche in forza di una conoscenza diretta e – vorrei sottolineaerlo – di alcuni risultati che abbiamo portato a casa negli ultimi anni. La sensazione che ho ricevuto, girando la provincia, è stata quella di un consenso consolidato. La buona opinione su Marras, l’orientamento di votarlo, sostenerlo, non è qualcosa che è maturato negli ultimi 15 giorni».

Quali differenze rispetto a due anni fa, alla sconfitta contro Lolini nel collegio uninominale 14?

«Tante differenze. Era un altro momento, politico e personale. Ero il candidato di una coalizione e non di un partito. C’erano altre regole d’ingaggio, un territorio più ampio, perché sconfinavamo all’Elba e nel livornese, e poi probabilmente sbagliai metodo e tempi della campagna elettorale, che fu brevissima».

Si conferma il fatto che in politica due anni sono un’era geologica...

«Le cose possono cambiare rapidamente, è vero. Pensiamo che lo scorso anno, alle Europee, in provincia di Grosseto eravamo sotto al centrodestra di 13 punti. Ora siamo ancora sotto, ma di 5 punti e mezzo e sono convinto che l’anno prossimo, al Comune di Grosseto, con un candidato solido, possiamo andare al ballottaggio e vincere».

Guardando i risultati nei territori, qual è il più sorprendente?

«I dati sono piuttosto omogenei, ma Grosseto, senza dubbio, mi ha dato la gioia più grande: 7.049 preferenze sono davvero tante, il doppio esatto di cinque anni fa. Poi mi fa piacere sottolineare Roccastrada, dove il Pd torna sopra il 40 per cento e Giani fa un risultato analogo a quello – straordinario – ottenuto dal sindaco Limatola un anno fa, vicino al 50 per cento. Mi dicevano di stare attento a Follonica e invece anche qui ho ottenuto 1.300 preferenze. E poi è andata molto bene in tutti i comuni della zona sud, oltre a un solido risultato sull’Amiata e nelle Colline Metallifere. Due parole sul Giglio, dove gli 84 voti ricevuti posso dire di poterli tracciare uno a uno e so che non sono soltanto voti del Pd...».

Li facciamo due nomi di “grandi elettori” di Marras? Persone che nulla hanno a che vedere con il Pd...

«Non vorrei fare dei torti... Dai, ne scelgo due agli antipodi: Giuseppe Corlito e Monica Faenzi. Due amici, due persone di cui ricambio la stima, che non solo mi hanno solo votato, ma anche fatto votare».

La Maremma resta però una provincia di centrodestra.

«È così. Siamo una provincia di centrodestra. Nettamente. L’obiettivo è recuperare terreno. Per farlo serve umiltà, ascolto, presenza. Meno slogan e meno personalismi. Ho la sensazione che siamo sulla strada giusta, che abbiamo compreso gli errori compiuti».

Potrebbe aiutare se le verrà dato un assessorato importante...

«Quando facevo il sindaco a Roccastrada e poi il presidente della Provincia di Grosseto mi davano piuttosto noia i consigli e i tentativi di condizionamento nella scelta degli assessori, della squadra di governo, anche da parte di persone a me vicine e fidate. Non ho fatto telefonate o pressioni 5 anni fa a Enrico Rossi. Non li farò oggi a Eugenio. Ho ovviamente delle aspettative, sarebbe sciocco non averle, ma adesso non aggiungo una parola in più. C’è una spinta del territorio, una richiesta per un ruolo di rilievo e Giani, in piazza, a Grosseto, ha ribadito che, in caso di un buon risultato, avremmo avuto un riconoscimento significativo...»

Sanità o agricoltura?

«Davvero, non intendo rispondere». —