Morì nell’autobus impazzito in Spagna, l’autista sarà finalmente processato

Dopo quattro anni e tre richieste di archiviazione, l’uomo va a giudizio. I genitori della ragazza: «È un punto di partenza»

GAVORRANO. «Per me questo è punto di partenza, il punto dove avremmo dovuto essere quattro anni fa se non ci fossero stati tutti questi indecenti tentativi di archiviazione». A parlare è Gabriele Maestrini, padre di Elena Maestrini, la ragazza di 21 anni morta in Spagna nell’incidente Erasmus del 2016 dove persero la vita 13 studentesse, di cui sette italiane. Parla con voce ferma Maestrini ma non è facile per lui contenere la commozione. La notizia gli è stata comunicata ieri mattina tramite email: l’autista che la notte del 20 marzo 2016 stava guidando l’autobus finito fuori strada, Santiago Rodriguez Jimenez, verrà processato.

«Finalmente - si legge nel messaggio inviato dall’avvocato Francesco Có alla famiglia Maestrini - dopo numerosi problemi e vari tentativi da parte della giudice di Amposta per allungare il più possibile la fase istruttoria, in questo mese d’agosto siamo riusciti mediante gli appositi ricorsi ad ottenere l’annullamento delle decisioni contrarie a ciò che aveva deciso a nostro favore la corte di Tarragona».

Si è quindi chiusa definitivamente la fase istruttoria sul caso e adesso potranno essere formulate le accuse e ottenere - è questo quello a cui punta il legale della famiglia - il rinvio a giudizio dell’autista per i reati di omicidio colposo. La notizia era attesa da tanto, troppo, tempo dai genitori di Elena.

«È il punto di partenza per me - dice Gabriele - qui avremmo potuto esserci tanto tempo fa ma non è stato semplice».Elena la notte del 20 marzo di quattro anni fa stava tornando da un soggiorno a Valencia insieme ad altri 57 studenti Erasmus quando all’altezza di Freginals il bus è finito fuori strada. Da allora sono passati quattro anni tre archiviazioni e altrettanti ricorsi. È però bastata una email stringata per riaccendere la speranza di giustizia nella famiglia Maestrini e nelle tante famiglie colpite da questa tragedia.

«Adesso dovranno essere formulati i capi di accusa - dice il padre di Elena - e verrà aperto un nuovo procedimento. Quando, però, è ancora un’incognita: il Covid in Spagna ha colpito forte e i tempi potrebbero slittare».Il dispiacere è per i tanti tentativi di archiviazione per una vicenda così dolorosa: «In Spagna hanno cercato di tirarla il più a lungo possibile - dice Maestrini - questo è vergognoso. Non ci sono state novità su quanto già era conosciuto fin dall’inizio con la relazione stilata della polizia catalana, quella che era stata presentata al giudice. Forse è stata la nostra ostinazione o forse è stata l’attenzione mediatica e del Governo ad aver avuto peso.

Di fatto, con fatica siamo arrivati fin qui».Maestrini, lo ha ribadito più volte, non cerca una vendetta personale nei confronti dell’autista del mezzo ma vuole «che venga fuori la verità su questa vicenda così da dare giustizia alle tante vittime». «L’autista - dice Maestrini - non aveva rispettato le ore di riposo previste per chi guida, l’azienda se l’è cavata con una sanzione. Noi vorremmo che venissero aperti altri fascicoli nei confronti dei vari soggetti che hanno responsabilità materiali o morali. Dal datore di lavoro fino all’università Spagnola sono tante le realtà coinvolte in questa vicenda».

«Esprimo la mia soddisfazione in qualità di primo cittadino della comunità di Gavorrano che mai ha lasciato soli Gabriele e Roberta - ha commentato il sindaco di Gavorrano Andrea Biondi - nella speranza che dopo anni di tentate archiviazione, questa sia l’occasione per approfondire e giudicare le responsabilità personali, ma anche strutturali e dell’organizzazione che hanno prodotto quella tragedia, strappando la giovane vita di Elena dalla nostra comunità. Non smetteremo di mobilitarci nei confronti della Regione Toscana perché si costituisca parte civile essendo la terra d’Europa la più toccata da questa tragedia».

«Il rinvio a giudizio dell’autista dell’autobus è una buona notizia - ha commentato il capogruppo Pd in Regione Leonardo Marras - un passo avanti importante nella battaglia per la giustizia su quella maledetta gita. Mando un abbraccio grande a Gabriele e Roberta Maestrini, io continuerò ad esserci e continuerà ad esserci anche la Regione con il suo supporto». --

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