Non la chiamano sagra ma organizzano 4 cene dedicate al porcino: il sindaco si arrabbia

Le iniziative assunte dal comitato festeggiamenti di Arcille non sono andate giù al primo cittadino. Anche se queste quattro serate non sono esplicitamente etichettate come “sagra”

«Gli dai un dito e si prendono un braccio...». Luca Grisanti, sindaco di Campagnatico è seccato e sintetizza così, al telefono, l’equivoco nato con il comitato festeggiamenti di Arcille, che da ieri pubblicizza, sul territorio e nei comuni limitrofi, le cene del porcino in calendario il 22 e 23 agosto e di nuovo nel fine settimana successivo, quello del 29 e 30 agosto.

Un’iniziativa gastronomica che non si chiama sagra, è vero, ma gli assomiglia parecchio. Si punta infatti su un prodotto - il porcino - che si associa alla storica sagra paesana, quella che ha fatto conoscere Arcille in tutta la provincia. Ma soprattutto si promuove qualcosa, secondo il sindaco, che non ha avuto alcun via libera: «Non accetto provocazioni - spiega Grisanti, entrando nel merito della questione - e, per amore di verità, ci tengo davvero a dettagliare ciò che è accaduto».

L’ANTEFATTO

Il sindaco di Campagnatico, a metà luglio, invia alle associazioni del territorio le linee guida del governo per una eventuale ripartenza di eventi, sagre e altre manifestazioni. «L’ho fatto - spiega il primo cittadino - per dovere istituzionale, senza volontà di incoraggiare o scoraggiare qualcuno. Ogni associazione o comitato aveva il diritto di fare delle valutazioni e chiedere le autorizzazioni, accettando - è ovvio - le conseguenti prescrizioni. Mai, però, ho dato rassicurazioni. Anzi... Prima di intraprendere qualsiasi iniziativa ho suggerito al comitato festeggiamenti di Arcille di richiedere un incontro con l’amministrazione comunale, in quanto all’interno della maggioranza stava prevalendo una linea di condotta ben precisa, quella poi adottata nella delibera di venerdì scorso; e cioè di non far svolgere sagre nel nostro territorio. E questo non perché abbiamo ricevuto pressioni da qualche ristoratore, come si vorrebbe far credere...».

L’INCONTRO e IL CAMPANILE

Un incontro, tra l’assessore Manuel Ciarpi e una rappresentanza del Comitato di Arcille, si è svolto nei giorni scorsi. «Tardivamente - prosegue Grisanti - e non certo per colpa dell’assessore... In quella circostanza è stato spiegato che l’amministrazione comunale era orientata ad ascoltare i cittadini e attenersi rigorosamente alle disposizioni in vigore. Non solo. Abbiamo fatto presente che a Grosseto e nel resto della provincia non c’è neppure un manifesto che pubblicizzi sagre o eventi che presuppongono assembramenti. E chi alla fine - tra mille difficoltà - è riuscito a organizzare qualcosa, concordandolo nei dettagli con le istituzioni, lo ha fatto esclusivamente per permettere l’autofinanziamento di piccole società sportive. Non è il caso di Arcille...». Grisanti, accusato di campanilismo - essendo di Campagnatico e non di Arcille - precisa che la scelta compiuta nasce unicamente da una questione di sicurezza.

IL PASSATO

Stavolta il primo cittadino non le manda a dire a chi, da Arcille, continua a fargli sgambetti. «L’argomento sagre qui è un tormentone che si ripresenta, nel bene e (più spesso) nel male, ogni estate. Pensavo che dopo che siamo finiti sulle cronache nazionali per persone che si sono picchiate per accaparrarsi i clienti e per altri spiacevolissimi episodi, prevalesse il buon senso. Invece no. Si fa un regolamento che limita le sagre a 10 giorni ed ecco che arrivano e pretendono di farle durare molto di più... Eppure la mia amministrazione è sempre andata incontro alle richieste del comitato. Credo che una stagione di sospensione, nel caso di Arcille e a fronte di ciò che è accaduto, non sia la morte di nessuno e, magari, si eviteranno rischi e guai peggiori».

LE CONSEGUENZE POLITICHE

«Non ci saranno conseguenze politiche - conclude - ringrazio, invece, i miei consiglieri per lo spirito di gruppo e la coesione. Trovo irritante l’atteggiamento di chi continua a esercitare pressioni, magari usando anche i fornitori della sagra. Perché delle mancate sagre di Campagnatico e Marrucheti non si è lamentato alcun fornitore? Ora basta! Se il paese di Arcille è morto, come dice qualcuno, allora si cominci a organizzare attività più semplici, da gestire in sicurezza. Mi chiedo cosa e chi ci sia dietro a questa ostinazione dell’associazione di Arcille...». Domanda delle Cento Pistole

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