Campagnatico piange l’ex calciatore Giovanni Ancilli

È stato in agonia per mesi dopo un intervento chirurgico. Aveva appena 65 anni ed era il custode del teatro del borgo

CAMPAGNATICO. «Era un amico, era una persona della quale ci si poteva fidare, una persona seria che si dava da fare per la comunità. Giovanni mancherà a tutti, qui a Campagnatico». Il sindaco Luca Grisanti, quando ha saputo ieri della morte di Giovanni Ancilli, 65 anni, non riusciva a darsi pace. Giovanni era ricoverato da mesi in una clinica di Montevarchi, dopo che un’embolia lo aveva fatto precipitare in uno stato di coma durato quasi sei mesi, dopo essere stato sottoposto a un interventi chirurgico alle ginocchia. Erano state quelle, il suo punto debole. A 17 anni, Giovanni aveva lasciato il borgo e si era trasferito a Orbetello, dove aveva giocato per anni a calcio, nella squadra lagunare che quasi cinquant’anni fa militava in serie D.
Si occupava di idraulica e di manutenzione e aveva vissuto a lungo a Giannutri, dove appunto svolgeva la sua professione.

Due anni fa aveva dovuto affrontare un dolore enorme: la perdita della sua compagna, Mariella, uccisa da un infarto nel sonno. Era tornato a Campagnatico e il sindaco aveva deciso di affidare a Giovanni le chiavi del teatro del borgo, che il sessantacinquenne aveva contribuito a rimettere in piedi. Era quella la sua creatura, che curava come se fosse una cosa sacra. «Lo teneva aperto quasi ogni giorno - ricorda il primo cittadino di Campagnatico - e ogni volta che un turista si avvicinava, era il primo ad invitarlo a entrare per ammirare quello spazio. Spiegava gli affreschi, distribuiva i depliant. Si dava da fare proprio per far conoscere il nostro comune anche a chi veniva da lontano».
Ancilli è sempre stato un grande sportivo: giocava a calcio, a tennis, andava a cavallo.
Le ginocchia però lo hanno tradito: dopo aver avuto due brutti infortuni, negli anni passati, lo scorso marzo si è dovuto sottoporre a un intervento chirurgico, un’operazione di routine che avrebbe voluto evitare. Dopo l’intervento era tornato a casa, dove le sue condizioni sono precipitate a causa di un’embolia.

Sono stati mesi difficili per Giovanni e per suo fratello Guido, che gli è rimasto accanto fino all’ultimo momento. «Campagnatico ha perso una persona davvero speciale - dice ancora il sindaco Grisanti - un uomo che si è sempre fatto in quattro per dare una mano e che ha sempre lavorato per la comunità».
La salma di Giovanni tornerà nel borgo, dove martedì alle 9,30, nella chiesa di San Giovanni, verranno celebrati i funerali del sessantacinquenne.
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi