Aggredito da un genitore in spiaggia: «Picchiato solo per il colore della mia pelle»

La spiaggia dove è avvenuta l'aggressione e nel riquadro il giovane picchiato

L'episodio a Castiglione della Pescaia: il giovane è finito al pronto soccorso. Il suo racconto: «È stato addirittura il figlio piccolo a dirgli di smetterla»

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. «Voi, negri, qui non ci state. Avete rotto il ca...o. Andate via». E giù un pugno in piena faccia. «Voi, negri, venite a violentare le nostre bambine, le nostre donne. Andatevene».

Non è l’Alabama degli anni Sessanta. Non è il Sudafrica dell’Apartheid. È la spiaggia libera di Castiglione della Pescaia, davanti all’ex bagno Maristella, in pieno centro, nel primo sabato di agosto dell’estate 2020. Si è consumato qui quello che, nel racconto del protagonista, è uno degli episodi di razzismo più violenti che si siano sentiti negli ultimi anni, culminato con un ragazzo di 25 anni al pronto soccorso, dopo due cazzotti in piena faccia e altre ferite, ancora più profonde, inflitte alla sua anima da parole inimmaginabili.


Lui si chiama Mamady Dabakh Mankara, è nato in Senegal, ha 25 anni, da 4 è in Italia, ed è un operatore della Fondazione Il Sole, nella cui casa famiglia lavora – regolarmente assunto – da oltre un anno accudendo gli ospiti. È arrivato qui dopo un anno di servizio civile. Nel tempo libero fa il volontario con la Misericordia.

Ieri Mamady è andato in spiaggia a Castiglione della Pescaia con due amici, due ragazzi minorenni, africani come lui. Volevano trascorrere qualche ora nel tratto di spiaggia libera davanti all’ex Maristella dove il Comune ha installato degli ampi gazebo per circa 15 persone che durante la settimana ospitano la colonia di bambini. Il sabato la colonia è sospesa e quello spazio è disponibile per chiunque.

«Due gazebo erano pieni – spiega Mamady – in uno, invece, c’erano solo un uomo e un ragazzo con un bambino. Ci siamo avvicinati e ho steso il mio asciugamano sulla sabbia. A quel punto uno dei due uomini, di circa 40 anni, si è alzato, è venuto verso di me e mi ha detto: “Voi negri qui non ci state. Avete rotto il ca...o. Noi siamo qui con la nostra famiglia. Andate via”».

Una reazione che ha colto di sorpresa il 25enne. Che ha provato a controbattere: «Gli ho detto che avevamo tutto il diritto di starci, che c’era spazio per tutti e che eravamo abbastanza lontani, ma ha continuato a insultarmi». E il peggio doveva arrivare. «Di colpo, all’improvviso, mi ha dato un pugno in faccia – racconta Mamady –. E anche il suo amico mi ha colpito. E poi insulti su insulti. Il bambino, invece, di circa 7 anni, è venuto verso il babbo e gli ha detto: “Babbo, lascia stare, ci possono stare”. Gli ha preso la mano, voleva portarlo via».

Ma le offese razziste continuano. Alla scena assistono anche altre persone. «C’erano alcuni ragazzi che hanno protestato prendendo le nostre difese – dice ancora Mamady –. Gli dicevano: “Questo ragazzo non ha fatto niente”. Ma l’uomo continuava: “Avete rotto i ca...o. Lui qui non ci può stare. È casa nostra”». A offese si sono aggiunte offese, se possibile, ancora più deliranti. «A un certo punto è arrivata una donna che credo fosse la moglie o la compagna – dice ancora Mamady – e, credo, fosse andata a fare una passeggiata. Ha cominciato a dirci: “Voi negri violentate le nostre bambine, le nostre donne. Andatevene”».

Parole che arrivano come stilettate a Mamady e ai suoi due amici, sotto choc. «Io non riesco a crederci – racconta con un filo di voce –. Mi sembrava di trovarmi in un sogno. E non ci credo ancora. A volte capita che la gente mi guardi male. ma una cosa così è la prima volta che mi succede. Non avrei mai pensato che si potesse arrivare a una cosa del genere».

Nel frattempo sono arrivati i carabinieri che hanno preso le generalità. Racconta Mamady: «Il ragazzo a quel punto mi ha detto: “Dai, facciamo pace. Ti porto a pranzo”. Gli ho risposto: “Io ho il mio lavoro, sto benissimo, se pensi che sono qui per qualcosa hai sbagliato”». Al pronto soccorso di Grosseto Mamady è stato visitato, medicato e dimesso con una prognosi di 7 giorni: ha delle ecchimosi sotto un occhio e un labbro tumefatto. Per le offese e lo choc la prognosi sarà molto dura da sciogliere. 
 

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