Chiazza di idrocarburi in mare: tutti i bagnanti fuori dall’acqua. S'indaga sulle cause

Il tratto di mare interessato dallo sversamento ieri a Marina davanti alle torrette 18, 19 e 20 e l’intervento dei bagnini

Marina di Grosseto: uno sversamento esteso per 500 metri è comparso di fronte alla spiaggia. La Guardia costiera interviene con panne assorbenti: si attendono le analisi

MARINA DI GROSSETO. Bandiera rossa fuori dagli stabilimenti e mare off limits ieri a Marina di Grosseto, dov’è comparso uno sversamento di idrocarburi in acqua. Una chiazza estesa per 500 metri vicino alla costa, in corrispondenza dei bagnetti della fascia centrale della frazione.

A intercettarla sono stati i militari della Guardia Costiera, che in tarda mattinata si sono accorti della presenza di idrocarburi in mare: c’era odore di nafta. L’ipotesi è che si sia trattato di uno sversamento fuoriuscito da una grossa nave, ma ancora non vi sono notizie certe: le indagini sono in corso, come pure l’analisi del materiale i cui campioni sono stati prelevati da Arpat.

La Guardia costiera ha risolto tutto nel giro di due ore, intercettando il materiale, allertando gli stabilimenti (che a scopo precauzionale hanno fatto uscire i bagnanti di fronte alla zona interessata) e bonificando il tratto interessato grazie a una serie di panne assorbenti.

Le operazioni sono state integrate a terra dal Comune di Grosseto, che ha inviato sul posto agenti della Municipale per verificare se gli idrocarburi fossero arrivati anche a riva. La bella giornata di sole e relax si è interrotta bruscamente con lo stop delle attività di balneazione, in mezzo chilometro di litorale.

L’allarme è scattato intorno a mezzogiorno quando la delegazione di spiaggia della Capitaneria, a bordo del battello 284, ha scoperto lo sversamento e pattugliato la zona per capirne l’estensione.

La macchia, pur in maniera non omogenea, si allargava davanti a un ampio tratto di costa dall’uscita del porto turistico verso la fascia centrale di Marina, in corrispondenza delle torrette 18, 19 e 20, in pratica tra il bagno Gabbiano e il Nettuno. La presenza di idrocarburi era a pelo d’acqua, discontinua e comunque prossima alla riva.

Per evitare che i bagnanti si trovassero in un’acqua inquinata, si è deciso di farli uscire a scopo precauzionale. I titolari degli stabilimenti e i bagnini hanno dato tutto il loro supporto facendo tornare la gente all’ombrellone.

La Guardia costiera, con il battello e le panne fornite dal porto, ha provveduto a bonificare area: un inquinamento superficiale che, grazie al materiale assorbente, è stato rimosso quasi del tutto tranne che in una parte residuale e minima, che ha lambito la costa. Un bagnino a bordo del pattino ha aiutato la Guardia costiera laddove l’idrocarburo era arrivato sotto costa e il battello dei militari aveva difficoltà di manovra: ha dato una mano a tirare da una parte all’altra le panne.

La balneazione è stata interrotta solo a scopo preventivo e alla fine le operazioni in mare sono state risolte intorno alle 14-14,30, dunque in sole due ore.

Nel frattempo la Guardia costiera ha chiesto la collaborazione del Comune che ha messo a disposizione personale di terra, con due pattuglie della Municipale, per sorvegliare la costa e capire se gli idrocarburi fossero giunti a riva. È stato attivato anche l’elicottero della Guardia costiera per verificare eventuali altre tracce di materiale.

Resta da capire l’origine del materiale, da dove e quando sia arrivato (forse già la sera prima) e il responso delle analisi di Arpat sul materiale assorbito dalla panne per capire di quale natura sia l’idrocarburo.

La balneazione è stata interrotta all’ora di pranzo, intorno alle una; poi per tutto il giorno si è attesa l’ordinanza sindacale che doveva decretare il riavvio della balneazione. Il mare è stato off limits tutto il pomeriggio.