«Taglio dei boschi, va rivisto il modo di operare»

La onlus interviene sulle indagini relative al Belagaio ricordando le azioni intraprese e sollecitando gli enti a una maggiore tutela ambientale

grosseto

Nel giugno 2019 il Gruppo di intervento giuridico onlus aveva sottoscritto due istanze di accesso civico informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti (12 giugno 2019 e 27 giugno 2019) sui tagli boschivi nella riserva naturale “Farma”. Lo rende noto all’indomani della notizia della chiusura delle indagini sul taglio di circa 30 ettari a Poggio Volpaio-Belagaio, con tre indagati, esprimendo soddisfazione per l’operato dei carabinieri forestali e della Procura «per la tutela di un patrimonio naturalistico fin troppo bistrattato. Nei due casi di taglio boschivo sono stati coinvolti i ministeri dell’Ambiente e per i Beni e attività culturali, la Regione Toscana, la Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio di Siena,l’Unione dei Comuni Montani delle Colline Metallifere, i Comuni di Roccastrada e Monticiano, i Carabinieri forestali, informate le Procure della Repubblica presso i Tribunali di Grosseto e di Siena. Dalle risposte pervenute dalle varie amministrazioni pubbliche competenti era emerso un quadro autorizzativo piuttosto carente», soprattutto sul fronte paesaggistico.


Il Gruppo ricorda che l’Unione dei Comuni aveva indicato che il taglio del bosco (iniziato nel marzo 2019) era fornito di una dichiarazione di taglio, di un parere positivo condizionato conclusivo della procedura di valutazione di incidenza ambientale sul piano di gestione forestale 2008-2022, del Parere specialistico sugli aspetti naturalistici e studio propedeutico alla valutazione d’incidenza ecologica del Piano di Gestione della “Foresta Regionale del Belagaio” - Comunità Montana Colline Metallifere predisposto (maggio 2008) dalla società Dream Italia ai fini della procedura di valutazione di incidenza ambientale. «E che il bosco, per esplicita indicazione contenuta nella dichiarazione di taglio, è composto da fustaia di pino marittimo, leccio, orniello, quercia da sughero, sclerofille, sporadiche latifoglie di età superiore ai 50 anni. Il taglio ha riguardato la fustaia e un’altra parte di bosco governata a ceduo mediante trattore gommato con carrello e pinza forestale».

Perplessità erano state manifestate anche sul periodo in cui il taglio era stato effettuato, dacché « nel periodo primaverile ed estivo sono vietati tutti gli interventi che possano disturbare la riproduzione dell’avifauna selvatica». Inoltre, il bosco rientra nella riserva naturale “Farma” e nel sito di importanza comunitaria “Val di Farma”: «Ogni sensibile intervento di modifica deve esser autorizzato dopo conclusione positiva di specifica procedura di valutazione di incidenza ambientale». Il Gruppo d’intervento giuridico onlus «chiede il deciso intervento dei Ministeri competenti per la difesa della riserva naturale e un sussulto di buon senso da parte della Regione Toscana e degli Enti locali interessati per la profonda revisione di un modo di operare deleterio per i boschi, l’equilibrio idrogeologico e la fauna selvatica». —