A 99 anni sconfigge il virus e lascia l’ospedale dopo 3 mesi

La signora Genoveffa Valeri, oggi 99 anni, in una foto di tre anni fa

Genoveffa Venturi è l'ultima paziente dimessa dal reparto di Malattie infettive. Qui ad aprile ha festeggiato il suo supercompleanno

GROSSETO. Ha affrontato il virus che ha bloccato il mondo e che, ad oggi, ha ucciso oltre mezzo milione di persone nei cinque continenti. Ha trascorso tre mesi e mezzo in corsia, vedendo morire nello stesso ospedale ventiquattro persone che, come lei, avevano contratto il coronavirus. E sempre all’ospedale aveva festeggiato un supercompleanno che a ben pochi è concesso.

Genoveffa Venturi, 99 anni, in barba all’età, al Covid e agli acciacchi, è stata dimessa due giorni fa, il 30 giugno, dal reparto di malattie infettive dell’ospedale Misericordia di Grosseto.


È l’ultima dei 109 pazienti ricoverati in quel reparto ad aver lasciato l’ospedale.

La signora Genoveffa era stata scoperta positiva il giorno di Pasqua, il 12 aprile. Il giorno dopo era il suo compleanno e lo ha trascorso in corsia. Da allora è rimasta ricoverata al Misericordia fino al 30 giugno, ma aveva già passato almeno un mese in ospedale, a Massa Marittima, per un intervento all’anca. Il virus l’ha sorpresa probabilmente lì.

È iniziato a quel punto un lungo percorso sanitario che la signora ha dovuto affrontare da sola. E non solo perché, nell’emergenza, era vietato ai familiari andare a trovare i parenti i ospedale.

La figlia, Lucia Grechi, da 24 anni abita in California. «Sarei dovuta tornare il 19 marzo per stare un paio di mesi in Italia, ma poi è scoppiata l’emergenza sanitaria, i voli sono stati cancellati, e non sono più potuta partire. Lascio immaginare lo stato d’animo...», racconta dagli Stati Uniti.

Bloccata all’altro capo del mondo, Lucia ha potuto parlare con la mamma attraverso le videochiamate. «I medici sono stati gentilissimi, ho chiamato tutti i giorni», dice.

Il virus, racconta ancora Lucia, non ha infierito sulla signora. «Più che tutto il problema è stata l’ospedalizzazione – dice Lucia –. Mia mamma ha superato bene l’operazione all’anca. Ed è sempre stata lucidissima. Fino al 2017 è venuta tutti gli anni qua negli Stati Uniti a trovarmi. Ma tutto questo tempo da sola in ospedale, senza poter parlare con nessuno, senza poter leggere né fare niente... L’isolamento metterebbe alla prova chiunque».

La signora avrebbe dovuto trascorrere la convalescenza dopo l’operazione all’anca in una casa di riposo. Ma il virus non voleva andarsene. Finalmente, dopo tre tamponi negativi, il 24 giugno è stata dichiarata guarita. E ha potuto finalmente lasciare l’ospedale, per una Rsa a Roccastrada.

«Siamo lieti che anche la signora sia stata dimessa – dice Cesira Nencioni, direttrice di Malattie Infettive del Misericordia – Il nostro reparto continua a rimanere attrezzato e pronto ad accogliere, se ce ne fosse bisogno, nuovi eventuali casi di Covid-19».

Il massimo dell’affluenza in Malattie infettive, nell’emergenza Covid, si è avuto ad aprile, con 56 ricoverati contemporaneamente. L’età media è stata di 69 anni con il paziente più giovane di 23 anni e la più anziana, appunto la signora Genoveffa, di 99 anni. Altre 35 persone sono state ricoverate in terapia intensiva.

Intanto ieri nessun nuovo caso di contagio in provincia di Grosseto. —