Piano antincendi, stop all’abbattimento dei pini

Il Consiglio di Stato giudica ammissibili le ragioni di Italia Nostra, Wwf e Lac, che si erano rivolte al Capo dello Stato

principina a mare

Stop all’abbattimento dei pini nella pineta del Tombolo. Le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Wwf e Lega Abolizione Caccia, mettono a segno una prima vittoria.


La prima sezione del Consiglio di Stato, con una decisione pubblicata ieri, ha espresso il parere che debba essere accolto il ricorso straordinario al presidente della Repubblica proposto da alcune associazioni ambientaliste contro il piano di prevenzione antincendi boschivi della Regione Toscana relativamente alle pinete litoranee di Grosseto e Castiglione della Pescaia – la cosiddetta Pineta del Tombolo –, che insistono su un’area di grande pregio naturalistico, sottoposta a numerosi vincoli paesaggistici e ambientali.

Il piano è nato a seguito dei tremendi incendi che negli anni scorsi hanno devastato grandi aree di pineta, da Castiglione della Pescaia a Marina di Grosseto a Principina a Mare. Prevede la messa in sicurezza di un’area di 13 ettari, tramite il taglio di pini e di parte del sottobosco.

I lavori sono partiti il 18 maggio a Principina a mare e al momento interessavano una superficie di circa 3 ettari e mezzo. Pochi giorni dopo anche la Lipu si era rivolta alla giustizia, presentando un esposto denuncia alla Procura di Grosseto.

Il ricorso al Capo dello Stato da parte di Italia Nostra, Wwf e Lac, invece, è stato presentato il 12 luglio scorso.

Il Consiglio di Stato lo ha accolto nella parte in cui si considerano paesaggisticamente irrilevanti – e perciò sottratti alla preventiva autorizzazione – tutti gli interventi previsti, omettendo un’adeguata analisi e valutazione dell’impatto paesaggistico, e nella parte in cui la valutazione di incidenza sui siti della rete Natura 2000 interessati dalle misure è carente nell’istruttoria e nelle motivazioni, oltre che corredata da semplici raccomandazioni di buona esecuzione degli interventi prive della consistenza di prescrizioni integrative.

I giudici, però, nel particolare caso in esame, consapevoli dell’importanza del piano antincendi predisposto dalla Regione e dell’inizio della stagione estiva, innovando la giurisprudenza sul punto, hanno differito l’annullamento di 180 giorni per consentire alle amministrazioni l’adozione di un nuovo piano senza rinunciare alla lotta agli incendi in estate. In particolare, dovranno essere adottate tutte le misure per mettere in sicurezza il sito e dovranno essere posti in essere gli interventi improcrastinabili e indifferibili relativi ad aree, soprattutto vicine a insediamenti antropici, che presentano rischi elevati. — F.F.

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