L'associazione Progetto migratoria contro l'ipotesi gessi rossi nel lago

Il lago che si è formato in un'ex cava a Pietratonda, nel comune di Campagnatico, e, a destra, Luca Bececco dell'associazione Progetto Migratoria

Il presidente Luca Bececco: "Quel piano nelle ex cave mette a rischio specie che vanno tutelate"

CAMPAGNATICO. L’associazione Progetto Migratoria si schiera contro all’ipotesi di stoccare i gessi rossi della Tioxide nelle ex cave di Pietratonda, nel comune di Campagnatico. E lo fa a ragion veduta, poiché nell’area che comprende il sito si riproducono il lupo, il gatto selvatico e altre specie animali.

La documentazione della presenza di questi animali si deve proprio alla onlus, nata nel 2010 per il monitoraggio delle correnti migratorie dell’avifauna in provincia di Grosseto e composta per lo più da cacciatori.

Appena venuta a conoscenza dei contenuti del progetto di ripristino della Accornero srl, proprietaria dell’ex sito minerario, infatti, non ha perso tempo e ha dato incarico al suo associato Davide Senserini, tecnico faunistico di grande esperienza, per il monitoraggio delle specie selvatiche nell’area.

Già anni fa, del resto, nella zona di Banditaccia, dove ricade il sito delle cave, era stata accertata la presenza del lupo e di altre specie selvatiche.

«Abbiamo subito dato l’incarico a Davide Senserini, che è anche presidente provinciale di Federcaccia, dato che nel corso degli studi universitari e partecipando a successivi progetti scientifici aveva dimostrato la presenza del lupo e del gatto selvatico nell’area», spiega Luca Bececco, presidente di Progetto Migratoria.

«Siamo un’associazione di volontariato, nata dalla scelta di un gruppo di cacciatori di tenere alta la guardia sulle tematiche ambientali. Chi pensa che la categoria dei cacciatori si contrapponga agli ambientalisti si sbaglia, poiché chi esercita la caccia con passione e responsabilità è una sentinella attenta, in grado di individuare subito le problematiche ambientali», continua Bececco, precisando che il piano di ripristino delle cave di Pietratonda cozza contro tutte le logiche del buon senso, non mette solo a rischio la presenza di alcune specie animali.

È proprio facendo leva su questa sensibilità ambientale che l’associazione si è fatta avanti contro il progetto della Accornero, certa di rappresentare l’opinione dei cacciatori, ma più in generale di tutte le persone che hanno a cuore la tutela di natura e ambiente.

«La Maremma è una terra unica, non esiste altro posto con queste caratteristiche, capace di esprimersi al meglio anche là dove ci sono state pesanti attività antropiche. A Pietratonda la natura ha ricostruito da sola ciò che era stato modificato, senza alcun intervento dell’uomo, trasformando un’ex cava in un habitat ideale per diverse specie animali. Vogliamo rimetterci le mani?», conclude Bececco. —

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